(Foto di Cesni)
L’INCIDENTE. Si cerca di fare chiarezza sulle cause dello schianto a Masano in cui ha perso la vita il bimbo di 9 anni. Nessun segno di frenata sull’asfalto, i bimbi erano sui seggiolini.
Lettura 2 min.
Caravaggio
«Non so davvero cosa dire». Accompagnata dall’altra figlia e da una vicina, uscendo dalla casa di via Carlo Merlo la nonna del piccolo Darek allarga le braccia sconsolata, mentre sta
per raggiungere la sede delle onoranze funebri di Caravaggio e sbrigare le pratiche per i funerali del nipotino di 9 anni, che saranno celebrati sabato mattina, alle 10.45, nella parrocchiale della frazione. Nella triste circostanza il Comune di Caravaggio ha proclamato il lutto cittadino.
La mamma e la sorella di Federica sono arrivate giovedì mattina a Masano da Modica, nel Ragusano, dove vivono, per dare l’ultimo saluto a Darek e stare accanto alla quarantaquattrenne e all’altro nipote di 6 anni, Arturo: entrambi sono ancora ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Nella notte tra mercoledì e giovedì mamma e bimbo sono stati sottoposti a delicati interventi chirurgici, che a detta dei medici sono riusciti e che danno speranze.
Sul fronte delle formalità di legge, la Procura aprirà un fascicolo con l’ipotesi d’accusa di omicidio stradale e lesioni, iscrivendo quale indagata – come atto dovuto – la mamma Federica Casa, cui sono stati effettuati i prelievi – anche in questo caso previsti dalla legge – per poter eseguire gli esami tossicologici. Non è stata invece disposta l’autopsia sul corpo di Darek e giovedì la nonna materna e gli altri familiari hanno già potuto organizzare la camera ardente, che aprirà da venerdì mattina al cimitero di Caravaggio, mentre il papà di Darek, Benjamin Szczesny, di origine polacca e residente a Spino d’Adda, nel Cremasco, è rimasto in ospedale a Bergamo accanto al figlio minore e all’ex moglie. Ma la Procura potrebbe a breve disporre anche una perizia cinematica per chiarire nei dettagli le circostanze della fuoriuscita di strada della Mercedes Cla guidata da mamma Federica: i due figli – stando ai primi rilievi – erano regolarmente seduti sui seggiolini del sedile posteriore, nel momento dell’impatto avvenuto alle 18.15 di mercoledì lungo la provinciale 130 tra Caravaggio e Masano.
La quarantaquattrenne, da quattro anni insegnante di matematica alle elementari Mozzi di Treviglio, la stessa scuola frequentata anche dai suoi figli (Darek aveva appena cominciato la quarta, il fratellino la prima), in quel momento viaggiava da Caravaggio verso casa: mancavano ancora due chilometri ma, all’altezza di una curva verso sinistra, la Mercedes ha travolto un paletto stradale e poi è carambolata nel fosso a destra della carreggiata, ha centrato frontalmente un albero e si è rigirata su sé stessa.
Nell’impatto, Darek è morto sul colpo, pare a causa della cintura di sicurezza, mentre il fratellino e la mamma sono rimasti feriti gravemente e hanno perso conoscenza, venendo soccorsi da due automobilisti di passaggio e poi dal personale inviato dal 118 con ambulanze ed elicottero. La ricostruzione dei carabinieri di Caravaggio ha escluso il coinvolgimento di altri mezzi, ma restano da capire le cause dell’improvvisa uscita di strada lungo un tragitto che Federica Casa percorreva quotidianamente, spesso anche più volte. «Non sappiamo nemmeno dove fossero andati», sussurra un amico di famiglia fuori dall’abitazione di Masano dove mamma e due figli abitano da quattro anni, dopo essersi trasferiti da Milano. A Masano i fratellini Szczesny si erano subito integrati, in particolare frequentando i coetanei all’oratorio, cui i familiari hanno deciso infatti di destinare eventuali offerte al posto dei fiori.
Sempre sul fronte delle indagini, la Mercedes Cla station wagon è stata posta sotto sequestro appunto per eventuali ulteriori accertamenti: ancora ieri lungo la provinciale 130 erano evidenti i segni lasciati dall’auto finita fuori strada. Con la particolarità dell’assenza, invece, di frenate sull’asfalto all’altezza della curva di circa 150 gradi verso sinistra, ben indicata con diversi cartelli lungo quel tratto della carreggiata. Forse Federica si è sentita male e, per questo, non è più riuscita a controllare l’auto, finita con particolare violenza fuori strada?
Un contributo potrebbero fornirlo i due automobilisti di passaggio e che hanno soccorso, per primi, i feriti: i carabinieri li hanno sentiti per aggiungere anche la loro testimonianza al fascicolo con la ricostruzione di un dramma che ha scosso non solo la piccola comunità di Masano e di fronte al quale, accanto al dolore per la scomparsa di Darek e la speranza perché mamma e fratellino si riprendano presto, sembrano indispensabili alcuni chiarimenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA