«Lo scalo merci di Bergamo da solo non è più sostenibile»
LOGISTICA. Il presidente della Provincia di Bergamo Gafforelli sul confronto in atto con gli operatori privati: «Dobbiamo puntare su un centro intermodale. Non è detto che debba essere a Cortenuova».
Lettura 2 min.«Al momento l’unica cosa certa è che realizzare solo uno scalo merci non è economicamente sostenibile». Le parole del presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, fissano il primo punto fermo nel confronto per la realizzazione di un’infrastruttura logistica che vada a sostituire lo scalo merci provinciale di Bergamo, chiuso dal 2023.
Progetto più ampio
A riaprire il confronto è stato proprio Gafforelli, con lo scopo di dare al settore produttivo della Bergamasca una risposta chiara e credibile alle sue esigenze. Proprio per questo il presidente aveva convocato un incontro, a metà settembre, con i rappresentanti della Camera di commercio, di Confindustria e del Gruppo Vitali che aveva proposto la costruzione di un centro intermodale da 350mila metri quadrati a Cortenuova, dov’era prevista anche la gestione di container (al contrario dello scalo merci dove le merci vengono caricate sui treni senza invece l’uso di container).
Lo scalo merci non basta
Un nuovo incontro era previsto per metà ottobre, rinviato a metà novembre perché sono in corso varie verifiche nell’ambito di un tavolo di lavoro fra Provincia, Confindustria e Camera di commercio. Proprio questo tavolo l’altra sera è tornato a riunirsi. Ne è uscito in somma sintesi, quel che ha detto Gafforelli: dal confronto con gli operatori privati è infatti emerso che realizzare solo lo scalo merci è economicamente insostenibile. «Questa infrastruttura – dice il presidente – deve essere necessariamente inserita in un progetto più ampio». E il progetto non può che essere un centro intermodale con un mx di funzione: scalo merci, area per la gestione di container e una piattaforma logistica-produttiva quindi dotata di vari capannoni (destinata ad un’attività di assemblaggio di semilavorati). Come era emerso nella riunione di metà settembre, Gafforelli sperava si potesse puntare, in via prioritaria, alla realizzazione solo di uno scalo merci: i suoi tempi autorizzativi e di costruzione sono molto più brevi di un centro intermodale. Dal confronto con i privati del settore è però, appunto, emerso che solo un progetto più ampio è in grado di attrarre il traffico necessario per ripagare gli investimenti necessari alla sua realizzazione.
Fino all’anno scorso l’unico privato che si era dichiarato pronto a investire a Cortenuova era stata la multinazionale Msc in società con il Gruppo Vitali. Questa collaborazione alla fin non aveva alla fine portato a nulla di fatto. Il Gruppo Vitali, però, non ha mai rinunciato al progetto ed, infatti, ha recentemente rinnovato i preliminari di acquisto di tutti i terreni su cui il centro intermodale era previsto. E nell’ultima riunione di settembre si era presentato con un nuovo privato intenzionato a investire in questo tipo di progetto, il Gruppo Gts, gruppo italiano leader in Europa nel trasporto merci intermodale.
«Vogliamo finalmente dare una risposta alla mancanza nella nostra provincia di uno scalo merci»
A quanto riferito da Gafforelli ci sono però altre verifiche in corso nell’ambito del tavolo di lavoro fra Provincia, Camera di commercio e Confindustria. Essendo ora certo che bisogna puntare sulla realizzazione di un centro intermodale «bisogna verificare – continua il presidente della Provincia – altri due aspetti: uno se sia indispensabile un’area da 350 mila metri quadri o se sia possibile realizzare quanto necessario su una superficie inferiore. E, a fronte di ciò, se Cortenuova sia l’unica località possibile». Ciò riporta alla memoria la caccia di possibile aree per uno scalo merci che si era tenuta qualche anno fa e che aveva chiamato in causa terreni a Verdello, Terno, Calusco e Gorlago.
Mix di funzioni
Conferma la posizione di Gafforelli il presidente della Camera di commercio Giovanni Zambonelli: «Quello che risulta essere economicamente sostenibile – rimarca – è un’infrastruttura che abbia un mix di funzioni: scalo merci oltre che interscambio dove le merci possono essere caricate sui camion per il trasporto dell’ultimo miglio e area logistica». Zambonelli si dice poi molto fiducioso del lavoro che il tavolo con Provincia, Camera di commercio e Confindustria sta svolgendo: «Come istituzioni – sostiene – vogliamo finalmente dare una risposta alla mancanza nella nostra provincia di uno scalo merci. E posso dire che stiamo lavorando in modo molto proficuo».
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