Martinengo, accuse incrociate sul Palio degli Asinelli sospeso
IL CASO. L’opposizione contesta la ricostruzione in merito all’annullamento del 2025.Il sindaco: regole cambiate.
Lettura 1 min.Il Palio degli Asinelli di Martinengo torna al centro dello scontro politico: l’opposizione contesta al sindaco Pasquale Busetti la ricostruzione fornita sull’annullamento dell’edizione 2025, sostenendo che la documentazione richiesta dall’Ats di Bergamo per autorizzare la manifestazione non sia mai stata prodotta dal Comune. La vicenda, riaperta a pochi mesi dalla possibile edizione 2026 della camminata «allegro andante» legata al Palio dei Cantù, nasce da un percorso di accesso agli atti durato 186 giorni.
Il gruppo consiliare di opposizione «Mario Seghezzi Sindaco - Centrodestra Martinengo» ha protocollato nei giorni scorsi un’interrogazione al sindaco, dopo aver presentato la richiesta di documentazione il 18 ottobre 2025, subito dopo l’annullamento in extremis dell’evento, disposto, secondo la versione fornita all’epoca dall’amministrazione, su indicazione dell’Ats per «rischio di maltrattamenti». Secondo la minoranza, la documentazione completa è stata trasmessa dagli uffici comunali soltanto il 22 aprile 2026, dopo un sollecito alla Prefettura datato 11 marzo.
Dagli atti ottenuti non risulterebbe la produzione della documentazione che l’Ats, in una nota del 16 ottobre 2025, indicava come necessaria per autorizzare la manifestazione: l’ente scriveva che non erano giunte comunicazioni né richieste in merito dagli uffici comunali. Un elemento che, secondo l’opposizione, ridimensiona la versione secondo cui la cancellazione sarebbe dipesa esclusivamente dalle pressioni delle associazioni animaliste.
«Non risulta la produzione degli atti che, secondo l’Ats, il Comune avrebbe dovuto redigere per consentire la manifestazione – ha affermato la minoranza in un comunicato –: per settimane si è fatto credere che la responsabilità fosse interamente delle associazioni animaliste». Di parere opposto il sindaco Busetti: «Avevo dato il via libera, chiedendo agli organizzatori di attenersi alle prescrizioni di Ats su peso dei fantini e salute degli animali. Sono arrivate però più di 200 segnalazioni da tutta Italia, a cui è seguita una lettera di Ats con la richiesta di stop».
Busetti poi attacca la minoranza e getta uno sguardo al futuro della manifestazione: «Forse la minoranza non lo sa, ma da giugno scorso la legge Brambilla è più restrittiva: i documenti verso Ats non erano prodotti perché l’evento era stato annullato. Quest’anno volevamo organizzare il palio ma, sempre per la legge Brambilla, abbiamo dialogato con il gruppo folkloristico organizzatore: l a manifestazione sarebbe diventata quasi una sfilata, perdendo la sua essenza. Dopo alcuni giorni di valutazione hanno deciso di non organizzarlo anche per il 2026».
Infine, il primo cittadino lancia una proposta: «Al suo posto si potrebbe realizzare qualcosa di nuovo, come eventi storici con i giochi medievali di un tempo, una cosa particolare e ugualmente suggestiva».
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