Morto sul cantiere, l’autopsia non scioglie i dubbi sulla causa
L’INCIDENTE. La pm ha disposto l’esecuzione di nuovo esami. I funerali di Daniel Pelucchi mercoledì alle 15 a Mozzanica.
Lettura 1 min.Il fascicolo per omicidio colposo aperto a seguito all’incidente mortale sul lavoro che il 25 giugno scorso in un cantiere di Cassina de’ Pecchi è costato la vita a Daniel Pelucchi, 42 anni di Mozzanica, resta per il momento a carico di ignoti.
L’autopsia svoltasi a metà settimana all’Istituto di Medicina legale di Milano, non sembrerebbe aver dato una risposta definitiva sulle cause del decesso della vittima, contitolare con il fratello di un’impresa edile, che al momento dell’incidente si trovava all’interno del cantiere di un complesso residenziale nella frazione di Villa Pompea, in un’area compresa tra il Naviglio della Martesana e la strada statale Padana Superiore.
L’ipotesi più gettonata è che Pelucchi sarebbe morto folgorato mentre era alle prese con una pulsantiera per la movimentazione a distanza di una gru. Anche se, mai come in questo caso, l’utilizzo del condizionale è d’obbligo. Infatti, i medici che hanno effettuato l’esame autoptico, pur avendo ravvisato diversi elementi che farebbero propendere per una scossa letale, non avrebbero escluso a priori altre possibili cause.
È proprio per questo motivo che Emma Vittorio, la pm di Milano che coordina le indagini dell’Asst Melegnano-Martesana e che ha disposto il sequestro dell’intero cantiere di Cassina de’ Pecchi per procedere a tutti gli accertamenti del caso, ha deciso di nominare un anatomopatologo dell’Istituto di Medicina legale del capoluogo lombardo. Il medico incaricato avrà il compito di svolgere quella che in termine tecnico si definisce autopsia clinica, e cioè una procedura che mira a identificare le patologie o le alterazioni biologiche che hanno portato alla morte quando queste non sono del tutto chiare.
I funerali
Nel frattempo, la Procura milanese ha disposto che lunedì la salma sarà restituita alla famiglia. I funerali di Daniel Pelucchi, una delle 554 vittime sul lavoro registrate nei primi sei mesi del 2026, si terranno nella chiesa di Santo Stefano di Mozzanica mercoledì alle 15.
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