Nella scuola ubriaco, 29enne in manette a Dalmine: «Cercavo i miei prof»
L’EPISODIO. Le lezioni erano già terminate, bloccato da un collaboratore.
Lettura 1 min.Nella giornata di martedì due giovani italiani, entrambi ubriachi, hanno creato scompiglio a Dalmine e a Montello, finendo in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Il primo episodio si è verificato a Dalmine, dove un 29ennne, dopo la fine delle lezioni, è entrato nell’edificio delle scuole medie. All’interno c’era il collaboratore scolastico, che lo ha invitato a uscire, ma lui ha reagito con aggressività, spintonandolo (per questo è stato denunciato dall parte offesa). Quando sono arrivati i carabinieri, il 29enne ha colpito uno di loro con un calcio. Arrestato, in tribunale ha affermato di bere saltuariamente alcolici. Martedì però aveva bevuto una bottiglia di amaro.
«Sono entrato a scuola perché volevo salutare i miei vecchi professori, a cui sono affezionato», sono le parole con cui l’uomo (che ha diversi precedenti) si è giustificato.
L’episodio di Montello
Nelle stesse ore, i carabinieri di Calcinate sono stati indirizzati alla stazione ferroviaria di Montello dove era stata segnalata la presenza di un uomo che con un coltello minacciava i passeggeri che si trovavano sul treno. Al loro arrivo si era già allontanato, ma poco dopo è arrivata una seconda segnalazione, questa volta dal gestore di un bar che raccontava di minacce col coltello ai suoi clienti da parte di un giovane.
I carabinieri, hanno trovato un 28enne, in stato di alterazione (in aula ha dichiarato di aver bevuto una bottiglia di gin e di aver fumato hashish). Anche con i militari ha avuto un atteggiamento aggressivo e li ha anche minacciati. Il giovane, senza fissa dimora da quattro anni (anche lui ha diversi precedenti), vive in un campo all’aperto e ha una dipendenza da alcol e hashish. Ha negato l’episodio del treno, mentre in merito ai fatti del bar, ha affermato: «Quelle persone mi hanno provocato, mi prendono sempre in giro perché sanno che non ho una casa. Mi scuso, ho esagerato».
Entrambi gli arresti sono stati convalidati con la misura dell’obbligo di firma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA