Non riemerge dall’Adda, è morto il 57enne di Vaprio
L’INCIDENTE. L’uomo era a Canonica sulla sponda di Vaprio, è entrato in acqua per rinfrescarsi: ripescato dai sommozzatori. Gravissime le sue condizioni, nella mattinata del 1° giugno è deceduto in ospedale.
Lettura 2 min.«A un certo punto è andato sott’acqua e non l’abbiamo più visto. Non so cosa sia successo. È riuscito appena a tirare fuori la mano per chiedere un’ultima volta aiuto, poi è sparito. Forse ha avuto un crampo». Lo racconta la moglie dell’uomo di 57 anni di Vaprio - di origine peruviana - che domenica 31 maggio, a valle della diga Sant’Anna di Canonica, in un tratto di Adda che separa Fara da Vaprio, è rimasto per più di 20 minuti sul fondo del fiume. Il 57enne era ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Treviglio: è morto nella tarda mattinata del 1° giugno.
Tutto è accaduto intorno alle 16,30. A quell’ora tante persone erano a prendere il sole sia sulla sponda di Fara che su quella di Vaprio, a cui si accede attraversando il «Parco della diga», un parco attrezzato molto gettonato durante la stagione estiva.
«Da 25 anni abitiamo a Vaprio – ha raccontato – e già negli anni scorsi siamo venuti varie volte. Mio marito sa nuotare perché ha un passato in Marina. Inoltre conosce bene la zona». Poco dopo essersi immerso, però, il 57enne è andato subito in difficoltà e, non riuscendo a rimanere a galla, ha iniziato a chiedere aiuto
Il 57enne, insieme alla moglie e ad alcuni amici, stava trascorrendo il pomeriggio sulla sponda di Vaprio dove vige il divieto di balneazione chiaramente segnalato da un cartello posto all’inizio della strada sterrata che porta alla riva. A un certo punto, avrebbe deciso di immergersi per rinfrescarsi. A quanto riferisce ancora la moglie l’uomo conosceva bene la zona: «Da 25 anni abitiamo a Vaprio – ha raccontato – e già negli anni scorsi siamo venuti varie volte. Mio marito sa nuotare perché ha un passato in Marina. Inoltre conosce bene la zona». Poco dopo essersi immerso, però, il 57enne è andato subito in difficoltà e, non riuscendo a rimanere a galla, ha iniziato a chiedere aiuto. Le sue urla sono state udite da molte persone, che sono subito scattate per capire meglio la gravità della situazione. Pochi secondi dopo, vedendo che l’uomo in difficoltà andava a fondo, due ragazzi si sono tuffati dalla sponda di Fara per nuotare in suo soccorso: «A un certo punto però – racconta ancora la moglie che, disperata, ha assistito a tutta la scena – sono tornati indietro perché non vedevano più mio marito. Lui, infatti, andando sott’acqua ha cercato di tenere fuori la mano forse nella speranza che qualcuno lo aiutasse. Poi, purtroppo, è sparita anche quella».
L’intervento dei sommozzatori
Diverse sono state le chiamate al 112 per segnalare quanto è accaduto. La macchina dei soccorsi si è messa subito in moto. Sul posto sono subito intervenuti i mezzi di soccorso del 118, fra cui un’eliambulanza atterrata dalla parte della sponda di Fara, i carabinieri di Vaprio, il nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) di Bergamo e Milano dei vigili del fuoco e i sommozzatori volontari di Treviglio. I sub, con il loro gommone, erano impegnati a Cassano in un servizio di controllo e monitoraggio. Cosicché sono riusciti in poco tempo ad arrivare sul posto. Tanti, avendo visto cosa era successo, hanno segnalato dove il corpo del 57enne potesse trovarsi. E infatti i sommozzatori l’hanno trovato alla prima immersione: si trovava adagiato sul fondale in una buca a cinque metri di profondità e distante circa 20 metri dal punto in cui l’uomo si era immerso. Riportato sulla sponda, è stato subito affidato al personale del 118 che l’ha sottoposto alle manovre di rianimazione. Visto il lungo tempo passato sott’acqua si temeva che non ce la facesse ma i soccorritori alla fine sono riusciti a fargli tornare a battere il cuore.
In pericolo di vita, il decesso lunedì mattina
Secondo i soccorritori, la causa più probabile è uno choc termico causato dallo sbalzo termico che il corpo del 57enne ha subito gettandosi nell’acqua fredda dell’Adda
A quel punto l’uomo è stato portato d’urgenza all’ospedale di Treviglio dove ha lottato fra la vita e la morte: il decesso a metà mattina, lunedì 1° giugno. Secondo la testimonianza della moglie l’uomo si è probabilmente trovato in difficoltà a causa di un crampo che l’ha colpito ad una gamba e che, quindi, non gli ha più permesso di rimanere a galla. Secondo i soccorritori, invece, la causa più probabile è uno choc termico causato dallo sbalzo termico che il corpo del 57enne ha subito gettandosi nell’acqua fredda dell’Adda. Una volta che l’uomo è stato portato via in ambulanza, tutte le persone che stavano trascorrendo la domenica sul fiume, sotto choc per quanto accaduto hanno abbandonato le sponde.
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