Pontirolo, il fotovoltaico galleggia nel laghetto nell’ex cava

LA NOVITÀ . Il Consorzio di bonifica: «Pannelli sul bacino per l’autonomia energetica». A settembre i primi passi.

Pontirolo Nuovo

Un impianto fotovoltaico flottante sulla cava Moschetta di Pontirolo Nuovo. È questo un ulteriore passo che il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca ha deciso di compiere verso il principale obiettivo della sua politica energetica: produrre energia tanto quanto viene consumata. L’ente consortile rientra fra quelli che vengono considerati grandi consumatori di energia elettrica: il suo consumo, infatti, ammonta annualmente a 1.000 Tep (Tonnellata equivalente di petrolio; un Tep è pari a 1.163 MWh) per un costo che supera mediamente i due milioni di euro (fatta eccezione nel 2022 quando, a causa dell’esplosione dei costi dell’energia per la guerra in Ucraina, si erano toccati i 5 milioni, debito che il Consorzio ha poi rateizzato e che finirà di pagare nel 2027).

«Nel 2016 abbiamo deciso di dare il via ad una politica energetica che portasse a rendere autonomo il Consorzio dal punto di vista energetico»

L’energia usata per più scopi

La corrente elettrica viene utilizzata per alimentare gli impianti di irrigazione a pioggia gestiti (quelli a Telgate e nell’Isola a cui si sono recentemente aggiunti quelli di Caravaggio, Bagnatica e Zanica) e i circa 70 pozzi attraverso cui viene prelevata dalla falda l’acqua poi utilizzata per irrigare. «Di fronte a questa situazione – spiega il presidente Franco Gatti – nel 2016 abbiamo deciso di dare il via ad una politica energetica che portasse a rendere autonomo il Consorzio dal punto di vista energetico attraverso la produzione di energia ecosostenibile».

Le centrali idroelettriche

Il primo atto di questa politica era stato l’acquisto nel 2017 di due centrali idroelettriche: una denominata «Ex Crespi» si trova sulla roggia Morlana; l’altra, chiamata «Ex Birolini», sulla roggia Serio. Entrambe facevano parte dell’ex complesso manifatturiero Crespi di Nembro. L’investimento sull’idroelettrico è poi continuato fino a portare l’ente consortile ad avere otto centrali idroelettriche (di cui sei già in funzione e due in fase di sistemazione muraria e meccanica) che, è stato calcolato, potranno arrivare a coprire più del 50% del fabbisogno energetico del Consorzio: l’energia prodotta non viene consumata direttamente, ma immessa nella rete elettrica a fronte di un introito che permette di coprire in parte quanto speso per l’energia elettrica comperata.

Diversificare la produzione

Ora però, per avvicinarsi il più possibile al 100%, l’ente consortile ha deciso di diversificare la propria politica energetica puntando appunto anche sul fotovoltaico. E il primo passo sarà il progetto di un grande impianto fotovoltaico flottante all’interno della cava Moschetta di Pontirolo Nuovo. I dettagli sono ancora top secret perché si è all’interno di procedura specifica. «Un importante privato con profonde conoscenze nel settore – spiega ancora il presidente Gatti – si è fatto avanti. Per settembre presenterà una proposta. Dopodiché noi, essendo un ente pubblico, dovremmo indire una gara pubblica per verificare se sul mercato ci sono dei privati interessati a presentare una proposta migliore».

La ex cava Fumagalli

Già certo che il luogo scelto per il nuovo impianto fotovoltaico è la cava Moschetta (ex cava Fumagalli) che il Consorzio aveva acquistato nel 2018 per scopi irrigui e che, quindi, ora potrà tornare utile per nuovi scopi. Il suo specchio d’acqua è esteso per circa 33ettari (un ettaro è pari a 10mila metri quadri) e sarà coperto (la percentuale di copertura deve essere ancora definita) dal futuro impianto. «L’impianto quindi – conclude Gatti – permetterà anche di limitare l’evaporazione dell’acqua del bacino che per noi è fondamentale si conservi il più possibile».

Nella politica energetica del Consorzio rientra anche l’adesione all’azienda Cea (Consorzio energie alternative) che riunisce tutti i consorzi di bonifica d’Italia per i quali, attraverso gara pubblica, effettua acquisti di energia sul mercato libero: il poter contare su una massa critica piuttosto ampia permette all’azienda di strappare prezzi di acquisto vantaggiosi.

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