«Stefano, pilastro della Geromina». L’addio a 40 anni
IL LUTTO. Un malore in casa, a Treviglio, vani i soccorsi. L’amico Erik Molteni: «Altruista e instancabile». Juri Imeri: «Uno spirito generoso».
Stefano Legramandi era una di quelle persone che dedicano tanto tempo agli altri e alla propria comunità, venendo ricambiati nell’affetto e in una sincera amicizia. Per questo la notizia della sua improvvisa scomparsa, avvenuta lunedì pomeriggio 9 marzo per un malore che lo ha colpito mentre era nella sua casa alla Geromina, ha suscitato un comprensibile sgomento tra gli abitanti della frazione della quale era una vera colonna portante, sia per l’impegno nelle feste e nelle varie iniziative, sia per la sua presenza discreta ma al contempo fondamentale per tutto il quartiere trevigliese.
Amava il suo territorio
Del quale Stefano, che aveva soltanto quarant’anni, nutriva un amore viscerale, senza dubbio ricambiato da quanti lo conoscevano e stimavano. A partire dall’amico Erik Molteni: «Stefano era una delle colonne, nel vero senso della parola, della festa della Geromina e delle tante iniziative del nostro quartiere. Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, di averlo come amico, o anche solo di aver avuto l’occasione di scambiare qualche parola, ne ha potuto apprezzare l’altruismo, l’instancabile voglia di dedicarsi alla nostra comunità, le grandi passioni per l’Atalanta e per le escursioni nelle sue amate montagne, oltre al grande amore per la sua famiglia. Oggi viviamo un vuoto generato da un grandissimo dolore per aver perso un amico che non ha mai smesso un attimo di pensare al prossimo».
Anche il sindaco Juri Imeri, pure gerominese, conosceva bene Legramandi: «Che notizia triste: era uno di noi, ragazzi della Geromina che, nonostante età e vissuti diversi, abbiamo condiviso tante avventure ed esperienze nella nostra frazione. Stefano poi, insieme a tanti altri, ha continuato a rendersi disponibile per dare una mano con il suo spirito generoso». Per salvarlo il 118 ha inviato anche l’elisoccorso, ma ogni tentativo si è rivelato vano. Lascia la mamma Rosa, il papà Mario e il fratello Marco. La salma è composta nella casa del commiato Osiof in via XX Settembre: i funerali giovedì 12 marzo, alle 9,45, nella chiesa della Geromina.
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