Ustionati all’asilo: «Il fuoco, poi le urla dei bimbi. Inaspettato come un attentato»

IL PROCESSO. Le imputate parlano al processo per i 5 piccoli ustionati all’asilo di Osio Sopra. «Il braciere? Noi all’oscuro, il papà ci tira in ballo per questioni assicurative».

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Osio Sopra

«Un bambino accanto a me mi ha chiamato e mi sono girata. In quel momento ho sentito un rumore come di una folata di vento, mi sono girata e ho sentito e visto un’onda di calore con punte di fuoco». La voce di Monica Valsecchi, l’insegnante della sezione blu della scuola d’infanzia San Zeno di Osio Sopra dove il 30 maggio del 2022 rimasero ustionati 5 bambini e oggi imputata per lesioni colpose gravissime, comincia a tremare. Il suo racconto si sta addentrando nella scena madre del dramma che rischia di cambiare il destino a quelle 5 piccole vittime, quantomeno alle due tuttora alle prese con cure mediche.

«Vidi anche Tornicelli lanciare la tanica all’indietro. “Cosa è successo?”, gli chiesi. “È scoppiata”, ha risposto. Dissi al bimbo più grandicello di portare i compagni verso la rete di protezione, poi cominciai a correre, correre, correre. E a gridare come mai ho fatto in vita mia, tanto che qualcuno disse che quella voce non l’aveva mai sentita». Le parole di Monica Valsecchi adesso sono miste alle lacrime: «Un gruppo di bimbi in un flash si disperse in giardino. Si sentivano urla, ma non riuscivo a capire chi urlava per il dolore e chi per il terrore. Spinsi avanti uno dei bambini e continuai a correre. Anche Tornicelli correva. La mia collega uscì dalla palestra dove stava con la sua classe. Uno dei bimbi ustionati era suo figlio che era nella mia classe».

Quel giorno alla scuola d’infanzia era in programma un’attività di orienteering , cui avevano partecipato come volontari alcuni papà, tra cui Roberto Tornicelli, che per questo è già stato condannato in abbreviato. Fu lui ad alimentare con una tanica di bioetanolo il braciere allestito per abbrustolire dei marshmellow: ci fu un ritorno di fiamma che investì i 5 bimbi e due padri. Tornicelli sostiene che la scuola sapeva del braciere per rosolare i dolcetti, viceversa la scuola nega e dice che l’uomo ha fatto tutto a insaputa di insegnanti e dirigenti. È su questo punto che si gioca il processo, che vede imputata anche la coordinatrice della San Zeno, Simonetta Nava.

«Ma perché Tornicelli che ha ammesso le sue responsabilità e ne ha pagato le conseguenze, dovrebbe inventarsi che la scuola era informata del braciere?», ha chiesto la pm Silvia Marchina a Valsecchi. L’imputata: «È un pensiero personale, ma credo che abbia voluto coinvolgere la scuola per una questione assicurativa». «Ero convinta che i marshmellow non dovessero essere abbrustoliti, che fosse una simulazione pure quella, così come poco prima avevamo simulato il volo degli uccelli. Pensavo che i dolcetti fossero già pronti per essere distribuiti ai bimbi. Era già capitato in eventi precedenti che venissero portati caramelle e marshmellow per essere donati ai piccoli», ha spiegato Valsecchi. Ma la pentola e la tanica, non le aveva notate?, le ha chiesto la pm. No, ha risposto, troppo impegnata a vigilare sui bimbi. «Non ho la certezza matematica che la pentola l’abbia portata Tornicelli». Il suo difensore, l’avvocato Valentina Gritti, ha prodotto una foto in cui si vedono pentole in zona cucina immortalate prima di quel giorno. «Alle famiglie – ha concluso Valsecchi – ho chiesto scusa per non essere riuscita a proteggere i loro bimbi».

Simonetta Nava, difesa da Emilio Gueli, ha parlato della riunione del 7 marzo in cui si era pianificata l’attività di orienteering e di altri eventi del 2018 e 2019 ai quali Tornicelli aveva dato il suo contributo da volontario. Tornicelli, ha raccontato la coordinatrice, in quel 2022 aveva presentato il suo progetto sulla migrazione degli uccelli che i bimbi erano chiamati a simulare. Progetto rivisto dalla scuola nei passaggi che avrebbero comportato rischi. Quella mattina Nava era all’interno dell’edificio «e ho visto una maestra venire verso di me urlando: “Bruciano i bambini”. Pensavo a un corto circuito della tv che avesse provocato l’incendio del pavimento. Sono corsa in palestra, ma lì era tutto tranquillo. Solo affacciandomi alle vetrate ho visto una cosa indescrivibile, un assetto di guerra, la peggior cosa che potessi immaginare, Sono uscita in giardino e ho sentito uno dei due padri ustionati che diceva: “Solo un c... poteva fare una cosa del genere” (l’imputata ha fatto capire che era riferito a Tornicelli, ndr). Il fuoco nelle scuole dell’infanzia è proibito, mai avremmo potuto autorizzarlo. Quell’evento è stato imprevedibile tanto quanto un attentato». Prossima udienza il 5 giugno con la discussione.

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