Un bergamasco su due ha problemi di peso. E oltre l’11% è obeso
I DATI. In Lombardia, e verosimilmente in Bergamasca, quasi un adulto su 2 è «fuori forma».
Lettura 2 min.Una questione che ha profondi impatti sulla salute: gli ultimi dati regionali dell’Istat, proiettabili anche su scala provinciale, in Lombardia il 51,5% della popolazione sopra i 18 anni è «normopeso» (lievemente meglio rispetto alla media nazionale, che si ferma al 49,9%), mentre il 33% è in sovrappeso e l’11,4% è in condizione di obesità; a questi si aggiunge un 4,1% sottopeso. Un problema da affrontare sin dai primi anni di vita, perché è in quella fascia d’età che sedimentano le abitudini (sbagliate) poi difficili da cambiare.
«Se nei primi mille giorni di vita del bambino c’è un occhio di riguardo, nelle fasi successive inizia l’imposizione del proprio “io” e dei gusti alimentari, insieme all’emulazione dei compagni di scuola – riflette Rossella Lamera, medico responsabile della Struttura Nutrizione dell’Ats di Bergamo -, e al tempo stesso tra i genitori si perde l’attenzione che contraddistingue il primo sviluppo. È questo lo snodo decisivo». Ed è lì che si cerca di intervenire, attraverso prevenzione ed educazione. Ma come? «Come Ats – dice Lamera -, siamo impegnati su più fronti. Da un lato c’è la vigilanza, sia per la sicurezza alimentare sia per la verifica che il menù proposto nelle refezioni scolastiche sia basato sui concetti della dieta mediterranea, che la fonte proteica ruoti, che venga garantita la stagionalità e l’equilibrio nutrizionale del pasto, assicurando al tempo stesso le diete speciali a chi le necessità, come per la celiachia». I menù delle mense scolastiche, infatti, devono rispettare le linee guida dell’Ats, che si rifanno a quelle ministeriali e dell’Organizzazione mondiale della sanità: «Se agiamo sulla prevenzione sin da piccoli , si abbassa il rischio di sovrappeso e obesità».
Adolescenti e sovrappeso
Tra infanzia e adolescenza, lo scenario ha infatti incidenze ancora contenute. Secondo l’ultima indagine Hbsc sulle abitudini della popolazione in età studentesca, in Lombardia (il campione comprende un numero significativo di istituti bergamaschi) solo il 14,16% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni è sovrappeso, mentre l’obesità si ferma al 2,91%. In realtà, tra i più piccoli la fascia d’età più critica pare quella della preadolescenza: lo suggerisce un’altra indagine del ministero della Salute, la sorveglianza «Okkio alla salute», secondo cui, sempre in Lombardia, tra chi ha 8-9 anni il 16,8% è sovrappeso, il 5% obeso e l’1,1% gravemente obeso. «L’alimentazione si lega al corretto stile di vita e al movimento – rimarca Giulia Parisi, dirigente psicologa della Promozione della salute dell’Ats di Bergamo -. Abbiamo dati epidemiologici preoccupanti sul movimento dei più piccoli: i bambini tra i 3 e i 6 anni non sono più abituati a farlo, non giocano come si faceva un tempo, ma trascorrono più tempo in spazi chiusi». Una variabile scorre in filigrana ai dati, trasversalmente all’età: «Una cattiva alimentazione è spesso correlata a uno status socioeconomico basso – segnala Parisi -. Un grosso investimento da parte nostra è quello per l’“alfabetizzazione alimentare”: occorre colmare un gap di equità, rivolgendosi alla popolazione che più ne ha bisogno». Sono le fondamenta di un lavoro che, naturalmente, si rivolge poi all’intera popolazione: «Fondamentale – aggiungono Lamera e Parisi – è anche l’adozione di buone pratiche di salute nelle aziende».
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