Si ispira al polpo il braccio robotico soffice che ha le ventose
Si ispira al polpo il braccio robotico soffice che integra nelle sue ventose artificiali dei sensori , in modo da percepire il contatto , stimarne l' intensità e afferrare oggetti in modo del tutto autonomo. È stato messo a punto dal gruppo dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova coordinato da Barbara Mazzolai, che ha pubblicato il risultato sulla rivista Nature Machine Intelligence. Il braccio è progettato per manipolare oggetti fragili e organismi biologici anche nell' acqua , così come per svolgere lavori di ispezione e manutenzione in ambienti complessi e difficili da raggiungere , sia industriali che naturali.
"Abbiamo preso ispirazione dal polpo per sviluppare un sistema robotico in cui percezione e azione sono integrate e distribuite nel corpo . Questo approccio consente al robot di interpretare il contatto e adattare la presa in modo autonomo , semplice e naturale", afferma Mazzolai. "Integrando i sensori e l' elaborazione dei segnali direttamente nelle ventose - aggiunge Emanuela Del Dottore, prima autrice dello studio - il braccio reagisce al contatto in tempo reale e puntuale senza dipendere da un controllo centralizzato ".
I ricercatori sono riusciti, infatti, a tradurre la particolare strategia biologica del polpo in un’ architettura robotica che combina sensori tattili distribuiti e controllo decentralizzato . Le ventose artificiali in silicone incorporano dei sensori ottici miniaturizzati : quando entrano in contatto con un oggetto, la struttura si deforma e modifica il modo con cui viene riflessa la luce emessa da Led interni. Così il sistema riesce a stimare intensità e direzione della forza applicata. Le informazioni raccolte dai sensori vengono poi elaborate da un sistema di controllo che coordina sia le singole ventose, capaci di reagire rapidamente attivando l’adesione, sia i movimenti dell'intero braccio, che può piegarsi, torcersi e avvolgersi.
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