Discesa libera femminile: le azzurre lontane dal podio. Goggia chiude 16esima
MONDIALI DI SCI. A Saalbaach vince l’americana Breezy Johnson. Subito davanti alla bergamasca è invece finita la campionessa Usa Lindsey Vonn.
Lettura 1 min.Mentre le ragazze jet azzurre sono tutte finite indietro su una pista «Ulli Maier» per loro paradossalmente troppo facile, la discesa iridata di Saalbach di sabato 8 febbraio è stata vinta dalla statunitense Breezy Johnson. 29 anni del Wyoming, al primo successo in carriera dopo sette podi e 14 mesi di sospensione dalla attività agonistica per non essere stata reperibile per tre volte ai controlli antidoping negli Usa, Breezy è partita con il pettorale 1 ed è rimasta in testa sino alla fine. Argento alla austriaca Mirjam Puchner in 1.41.44 e bronzo alla straordinaria ceca Ester Ledecka - campionessa olimpica di superG ma anche di snowboard - in 1.41.50.
Delusione per le azzurre
Miglior azzurra è stata la gardenese Nico Delago, 8/a in 1.42.05. Nicol - terza a Saalbach lo scorso anno nella gara premondiale - è una gran scivolatrice ed è stata l’azzurra più a suo agio su una pista «autostrada» come la Ulli Maier’ che è risultata assolutamente troppo poco impegnativa per le qualità tecniche delle altre italiane.
Poi ci sono Federica Brignone 10/a in 1.42.48, Laura Pirovano 13/a in 1.42.98 e Sofia Goggia 16/a in 1.43.26. Subito davanti alla bergamasca è invece finita la campionessa Usa Lindsey Vonn in 1.43.25. Domani - domenica 9 febbraio - a Saalbach discesa uomini.
Goggia: «Ora penso al Gigante»
«Oggi ho sciato male sin dalla prima porta, non ho mai avuto feeling con la gara, non ero tutt’uno con i miei sci come di solito: alzo le spalle e guardo avanti» dice Sofia Goggia, dopo la delusione nella discesa libera dei Mondiali di sci, a Saalbach. «Dopo il SuperG - ha detto l’azzurra a RaiSport - sapevo di aver buttato la gara, e c’era tanto rammarico. Ma oggi no, oggi è diverso: era una pista adatta ad altri tipi di discesiste, e io non ho mai trovato feeling. Guardo avanti, con fiducia al Gigante. E forse facciamo anche la combinata».
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