Anna Gritti: «La mia arte è un invito a “esserci”»
L’INTERVISTA. Negli spazi di Cento4 a Bergamo, la mostra «Esserci» ha ripercorso 15 anni di lavoro dell’artista, tra pittura, memoria, diritti umani e crisi ambientale. L’invito è a rallentare e a prendere posizione.
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Bergamo
L’arte come strumento per raccontare l’identità, la memoria e i diritti umani. Sono i temi al centro della mostra di Anna Gritti «Esserci», ospitata negli spazi dell’associazione culturale Cento4 di Bergamo.
Un percorso tra dipinti, disegni e video in cui l’artista riflette sul rapporto tra individuo e società, affrontando questioni come la condizione femminile in Iran, la memoria e l’identità palestinese, le migrazioni e la crisi ambientale.
Opere che intrecciano storie personali e vicende collettive, con un’attenzione particolare a ciò che rischia di essere dimenticato o ignorato.
Abbiamo incontrato Anna Gritti per farci raccontare il significato dei suoi lavori e il ruolo che l’arte può avere nell’interpretare le contraddizioni del nostro tempo.
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