Il Sebino ha sete: persi 80 centimetri
in un mese, ma le riserve tengono

Il bacino è ampiamente sotto il riempimento registrato lo scorso anno. L’allarme riguarda tutti i grandi invasi che afferiscono al Po. In un mese il nostro è calato di 80 centimetri. Buizza: non siamo ancora in emergenza.

Il Sebino ha sete: persi 80 centimetri in un mese, ma le riserve tengono
Il Sebino in sofferenza
(Foto di San Marco)

Tecnicamente si chiama «portata di magra ordinaria», quella che si osserva in questi giorni dai ponti che scavalcano i fiumi o dagli argini, ma i corsi d’acqua svuotati sono «l’anticamera di una situazione di criticità idrica» per tutto il bacino del Po (compresi quindi l’Oglio e l’Adda con i suoi affluenti Brembo e Serio) dove in alcune zone non piove da quasi due mesi. Le portate del principale corso d’acqua italiano sono dimezzate rispetto a un anno fa e si pongono ai livelli del periodo centrale di agosto. A registrarlo è l’osservatorio Anbi (Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue) sulle scorte idriche. Inevitabili le ricadute negative sui laghi, i cui livelli sono in discesa pur con differenze evidenti: Maggiore e Garda restano abbondantemente sopra la media del periodo, mentre Sebino e Lario sono in affanno. In particolare il lago d’Iseo è «assai lontano – registra lo stesso osservatorio – dal riempimento registrato l’anno scorso». «È l’evidente dimostrazione di come, a fronte dei cambiamenti climatici – evidenzia Francesco Vincenzi, neo confermato presidente dell’Anbi – sia necessario aumentare la raccolta delle acque di pioggia attraverso nuovi bacini, nonché l’ottimizzazione di quelli esistenti». Sono diversi i progetti sponsorizzati da Regione Lombardia su cui si sta ragionando anche in provincia di Bergamo, utili in futuro a contrastare i repentini cambiamenti di altezza del Sebino.

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