No alla Festa della birra a Villongo, è polemica

IL CASO. Il sindaco: sarebbe durata troppo e in zona residenziale. L’organizzatore: decisione presa senza ascoltarci.

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La Beer Fest presso l’Oasi Fiorita di Villongo, quest’anno non si farà, negata l’autorizzazione. Più che birra, musica dal vivo e serate a tema, a tenere banco sono le tante polemiche amplificate dai social, tra favorevoli e contrari. La fumata nera sull’evento è piombata in questi giorni, a conclusione delle valutazioni da parte della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo con la presenza del Comune di Villongo, Comunità montana dei Laghi Bergamaschi, Ats Bergamo, vigili del fuoco e tecnici esperti in acustica ed elettrotecnica.

La motivazione principale, secondo la commissione, sarebbe da ricondurre alla durata dell’evento privato voluto dall’Oasi Fiorita per 25 giorni sino al 18 agosto. «La Beer Fest», ha tenuto a sottolineare il sindaco di Villongo Francesco Micheli, «prevedeva musica oltre i limiti consentiti dalla legge e di conseguenza non è possibile concedere deroghe per un periodo così lungo. Anche a fronte degli esposti avanzati alle autorità di legge da più cittadini. In aggiunta, la festa si sarebbe sviluppata su un terreno che non rientrava nella proprietà dell’organizzatore ed i proprietari hanno negato la concessione, come da comunicazione del 3 giugno scorso al Comune di Villongo. Queste sono le ragioni principali per la mancata autorizzazione».

Conclude il sindaco: «Dispiace negare un momento aggregativo così frequentato, ma è compito degli enti preposti garantire un equilibrio tra i desiderata degli organizzatori e i diritti delle persone, tra cui il riposo, la sicurezza e l’ordine pubblico. Fondamentale evidenziare che la festa si sarebbe tenuta in una zona acustica prevalentemente residenziale».

La replica degli organizzatori

E non si fa attendere la risposta da parte della proprietà dell’Oasi Fiorita, realtà organizzatrice dell’evento, frequentatissimo nell’edizione 2025: «Lavoriamo a questo progetto dallo scorso novembre. Abbiamo presentato il calendario, richiesto i pareri agli enti, ottenuto la disponibilità delle aree necessarie e predisposto tutta la documentazione richiesta. Per venire incontro alle segnalazioni e non solo, abbiamo modificato più volte il progetto, riducendo le serate da 37 a 25 e successivamente, prospettando soltanto 8 serate musicali in deroga. Nel frattempo avevamo già ottenuto le autorizzazioni per il montaggio della tensostruttura, del palco, delle cucine e dei servizi, sostenendo importanti investimenti economici. Tra l’altro, il 22 giugno scorso, si è svolta la Commissione senza permettere a noi e ai nostri tecnici di intervenire. Durante il sopralluogo sono state contestate diverse criticità che, a nostro avviso, erano facilmente risolvibili e che nelle precedenti edizioni non avevano impedito il rilascio delle autorizzazioni. Alla fine è arrivato il parere negativo e siamo dispiaciuti. Continueremo a tutelare i nostri diritti nelle sedi opportune».

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