Paratico nel dolore per la tragica morte del tenente Zecchillo. Al via le indagini sull’incidente
IL LUTTO. Residente nel Milanese, trascorreva alcuni mesi all’anno nella casa di Paratico assieme alla madre, che venerdì mattina è stata informata della notizia.
Lettura 2 min.Paratico
Anche Paratico, nel Bresciano, è in lutto per la morte del tenente del Corpo militare volontario della Croce rossa Franco Adriano Zecchillo, una delle quattro vittime del drammatico incidente che giovedì scorso ha coinvolto un elicottero dell’Esercito italiano in Bosnia-Erzegovina. La notizia della tragedia ha raggiunto anche il paese del Sebino, dove la mamma Mary, di 86 anni, vive nella seconda casa del figlio, a pochi passi dal lungolago.
Il 31 ottobre avrebbe compiuto 65 anni
Residente nel Milanese, trascorreva alcuni mesi all’anno nella casa di Paratico assieme alla madre, che venerdì mattina è stata informata della notizia
Classe 1961, Zecchillo era nato a Milano e lì aveva mosso i primi passi in campo medico, collaborando anche con l’Università dell’Insubria e contribuendo alla formazione di nuove generazioni di professionisti sanitari. Per 23 anni ha lavorato all’ospedale di Legnano, oggi parte dell’Asst Ovest Milanese, come tecnico di Fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, contribuendo allo sviluppo della Cardiochirurgia. Sabato 31 ottobre avrebbe compiuto 65 anni. Residente nel Milanese, trascorreva alcuni mesi all’anno nella casa di Paratico assieme alla madre, che venerdì mattina è stata informata della notizia.
A comunicare alla donna quanto accaduto sono state le rappresentanze dell’Esercito e della Croce rossa italiana, accompagnate anche da uno psicologo.
Un mese fa la morte del fratello
Giovedì sera, invece, a Paratico era arrivata anche la figlia della donna e sorella del militare, Simona. Nell’appartamento adiacente vive invece la compagna dell’altro figlio, Alberto Carmine Zecchillo, scomparso il 29 settembre all’età di 60 anni. Un dettaglio che amplifica e acuisce il dolore della famiglia, costretta a vivere un secondo lutto nel giro di un mese.
Dal Comune di Paratico, il sindaco Carlo Tengattini, assieme alla giunta e al Consiglio comunale, esprime «profondo cordoglio e sincera vicinanza per la tragica scomparsa che ha toccato anche la nostra comunità».
«Sacrificio e servizio»
Condoglianze estese alle famiglie di tutte e quattro le vittime: il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, entrambi in servizio al Comando Aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, e la sergente Laura Procacci, infermiera del Corpo militare volontario della Cri, «il cui sacrificio e lo spirito di servizio a favore della pace e dell’aiuto umanitario rimarranno un esempio indelebile», conclude il primo cittadino. Da Roma, anche la premier Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio con un messaggio sui social.
Le indagini sull’incidente
Anche la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine e avviato un procedimento conoscitivo, senza formulare ipotesi di reato
Nel frattempo proseguono gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero, un CH-47 impegnato in un’attività addestrativa nell’ambito dell’operazione «Eufor Althea», sarebbe partito da Viterbo. A bordo si trovavano le quattro vittime e altri undici militari, rimasti feriti. Dopo uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, il velivolo avrebbe raggiunto la Bosnia-Erzegovina, per poi precipitare nella zona di Brčko. La Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica e aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente. Anche la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine e avviato un procedimento conoscitivo, senza formulare ipotesi di reato.
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