Sovere piange Paolo, medico stroncato da un malore. Come il suo papà

IL LUTTO. Bianchi aveva 28 anni. Trovato senza vita nella sua casa a Verona. Nel 2009 il padre morì per infarto. La passione del basket, stimato sul lavoro.

La comunità di Sovere giovedì 15 febbraio saluterà per l’ultima volta Paolo Bianchi, giovane medico trovato senza vita nella sua casa di Verona venerdì sera, stroncato da un malore. Aveva 28 anni e fino al pomeriggio aveva normalmente chattato con gli amici con cui si era dato un appuntamento in pizzeria: non vedendolo arrivare, hanno provato a chiamarlo e non ottenendo alcuna risposta i suoi amici hanno avvisato la forze dell’ordine che sono entrate nell’appartamento, trovandolo seduto sul divano ma ormai privo di vita. Aveva soltanto 28 anni.

Anche suo padre Vincenzo nel settembre 2009 era morto a causa di un infarto mentre gareggiava con la sua moto da enduro in Abruzzo, ai campionati italiani, categoria Major, a Bussi sul Tirino. Bianchi, appartenente al Moto Club Costa Volpino, era impegnato nel suo secondo giro quando aveva perso il controllo di una Ktm 300, per un malore, finendo a terra. Inutili erano stati i tentativi di rianimarlo da parte dei medici presenti sul tracciato. Aveva 57 anni. «Una vicenda – sottolinea la sindaca di Sovere, Federica Cadei – che ci lascia tutti senza parole. Sono stata a casa di Paolo a portare le condoglianze mie e di tutti i nostri concittadini».

Cresciuto a Sellere

Paolo Bianchi era cresciuto nella frazione di Sellere con la mamma Mariapia Giudici insieme ai fratelli Andrea e Stefano. Dopo le superiori, aveva lasciato l’alto Sebino per laurearsi in medicina a Brescia e poi specializzarsi all’ospedale Borgo Trento di Verona . Nella città veneta aveva deciso di stabilirsi, lasciando a malincuore anche la squadra del Centro Basket Alto Sebino. «Paolo ha vestito in più occasioni la nostra maglia – la società lo ha ricordato così sui propri canali social – riuscendo a condividere l’importante impegno universitario a quello sportivo con la nostra società, alla quale era particolarmente legato. L’ultima apparizione nel campionato di Promozione risale alla stagione 2021-2022 quando, ad aprile, era stato fermato da un grave infortunio al ginocchio che lo aveva costretto allo stop». Alla squadra di Costa Volpino era molto legato anche perché lo zio Giuseppe Giudici è uno storico dirigente e accompagnatore di questo sodalizio.

La laurea a Brescia

La professione medica era poi diventata la sua priorità; dopo la laurea a Brescia aveva avuto varie esperienze formative e professionali. «Per un certo periodo – raccontano all’ospedale di Esine – è stato anche un nostro libero professionista del pronto soccorso: per noi era il collega ideale, sempre disponibile, sempre pronto a dare una mano, appassionato della sua professione». A Esine gli ultimi turni in pronto soccorso sono dei giorni dell’Epifania, a inizio anno. Poi, circa un mese fa, era stato assunto come specializzando all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, in provincia di Verona, dove aveva trovato casa.

La salma del ventottenne soverese è arrivata nell’abitazione di famiglia a Sellere martedì 13 febbraio nel pomeriggio; i funerali saranno celebrati giovedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Sovere, poi la salma verrà tumulata nel cimitero della frazione.

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