Fatica e stupore sulla Via Francigena con i saluti del Papa

L’EMOZIONE. L’esperienza di una settantina di studenti degli istituti Turoldo, Alberghiero e Abf: 5 giorni a piedi per 110 km. «Che grande emozione essere citati da Leone XIV».

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Val BrembanaDalla Val Brembana al cuore della cristianità, passo dopo passo per 110 chilometri. Zaino in spalla e con un carico di fatica ampiamente ripagato da un’emozione che rimarrà scolpita nella memoria. È l’avventura vissuta da una sessantina di studenti provenienti dai tre istituti superiori della valle – l’Istituto Turoldo di Zogno, l’Istituto superiore «San Pellegrino» e l’Abf di San Giovanni Bianco – che nei giorni scorsi sono stati protagonisti, insieme ad alcuni professori, di un pellegrinaggio straordinario, partito da Viterbo lungo la Via Francigena e culminato a Roma nello speciale saluto rivolto loro da Papa Leone XIV direttamente dalla finestra del Palazzo Apostolico in Piazza San Pietro, domenica 4 ottobre all’Angelus del mezzogiorno.

La proposta dalle scuole

«Siamo immensamente grati ai ragazzi e alle famiglie che si sono fidate di noi e della nostra proposta, nonché ai dirigenti scolastici che hanno accolto questo percorso»

L’iniziativa è stata realizzata con passione dagli insegnanti delle tre scuole, che hanno trovato fin da subito il pieno appoggio e la condivisione dei dirigenti scolastici. A guidare pastoralmente e fisicamente il gruppo lungo la strada è stato don Matteo Carrara, parroco delle parrocchie della Val Taleggio. «Abbiamo camminato 110 chilometri a piedi per cinque giorni. Siamo partiti da Viterbo mercoledì 30 settembre edomenica il nostro ultimo cammino è iniziato alle 4 da La Storta per essere in Piazza San Pietro in tempo per l’Angelus» racconta don Matteo.

Parole che lasciano spazio a una profonda gratitudine: «Siamo immensamente grati ai ragazzi e alle famiglie che si sono fidate di noi e della nostra proposta, nonché ai dirigenti scolastici che hanno accolto questo percorso».

Un’esperienza forte, capace di spingere i ragazzi a mettersi in gioco e a superare i propri confini. Lo raccontano bene i protagonisti. «Mi piace camminare, andare in montagna e fare nuove amicizie – racconta Agata Arnoldi, 15 anni, studentessa della 3BL del Liceo linguistico al Turoldo –. Quando sono entrata in Piazza San Pietro ero molto contenta ed emozionatissima, soprattutto quando ho sentito il Papa». Anche per Eva Marcandalli, 17 anni, della 4aB di cucina all’istituto superiore di San Pellegrino, la sfida è stata soprattutto quella di «uscire dalla propria comfort zone. È stato faticoso – ammette – e alla fine del cammino pensavo di non farcela ad arrivare, ma ne è valsa assolutamente la pena».

Un percorso di crescita confermato anche da Gloria Mazzoleni, 16 anni, della classe terza di informatica all’Abf: «Quando pensi di non farcela e poi ti dici “Sì, ce l’hai fatta”, la soddisfazione è immensa. Arrivare a Roma a piedi è stato emozionante e questa avventura mi ha aiutato molto ad aprirmi agli altri».

Dietro le quinte di un viaggio così complesso, del resto, c’è stata anche una fitta rete di solidarietà e accoglienza territoriale. Una menzione d’onore va fatta ai sette volontari della Val Taleggio che hanno lavorato gratuitamente per garantire abbondanti cene e colazioni ai pellegrini brembani. Insieme a loro, il supporto all’iniziativa – che ha visto anche il patrocinio della comunità montana Valle Brembana – di diverse realtà locali: l’azienda Bbm, la cooperativa «In Cammino», le fonti Stella Alpina, gli amici di Cavaglia, Visit Brembo, il Gruppo Alpini di San Giovanni Bianco, molte attività della Val Taleggio.

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