Miniere di zinco dentro l’Arera: le ricerche potranno ripartire

LA DECISIONE. Ok dal ministero alla Valutazione di impatto ambientale postuma sulle perforazioni non autorizzate a Oltre il Colle. Ma solo dopo alcune prescrizioni. Il responsabile della società australiana: pronti entro fine anno, progetto al 90%.

Oltre il Colle

Le ricerche di zinco nelle viscere del monte Arera, a Oltre il Colle e in Val del Riso, potranno riprendere. Lo scorso febbraio il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha dato parere favorevole alla Valutazione di impatto ambientale (Via) postuma presentata dalla Vedra Metals, la società del gruppo australiano Altamin impegnata da ormai 15 anni nella ricerca di zinco.

Il decreto di parere positivo della Via riguarda le perforazioni che vennero realizzate senza autorizzazione. Nel documento che, a fine 2024, fermava le ricerche si parlava in particolare di 76 (su 141) perforazioni «non autorizzate in aree diverse e di superficie più ampia di quelle previste». Giustificate dalla società da «difformità e problemi operativi imprevisti e lacune comunicative interne».

«Solo controlli tecnici»

Sempre nel parere del ministero si sottolineava anche la preoccupazione per il ritrovamento, durante gli scavi, di una venuta d’acqua di cinque litri al secondo, a 140 metri dal la bocca del foro aperta l’11 luglio 2023. La società australiana aveva replicato che l’intercettazione della sorgente era stata subito comunicata alla Regione e, le indagini successive, avevano escluso il coinvolgimento di fonti utilizzate per gli acquedotti. Da allora le indagini - sono ormai trascorsi tre anni - sono interrotte. In questo tempo la società ha potuto fare solo controlli tecnici, quelli che vengono effettuati regolarmente per verificare la sicurezza delle gallerie e della venuta di acqua.

«Lo stop alle ricerche arrivò durante l’iter per la nostra richiesta di proroga del permesso di ricerca - dice il direttore di miniera di Vedra, Marco Milani, ingegnere minerario torinese -. Richiesta che viene fatta ogni tre anni per un massimo di dieci. Fu la società ad accorgersi delle perforazioni fatte in più e a segnalarlo a Regione Lombardia. Il ministero, a quel punto, mise in stand by la richiesta di proroga da parte di Vedra, chiedendo una Valutazione di impatto ambientale postuma. I tempi sono stati lunghi ma, lo scorso febbraio è arrivato il decreto positivo del Mase, salvo l’ottemperanza ad alcune richieste, prima di riprendere le ricerche».

Tra queste la creazione di un sito web riservato a ministero, Regione, Arpa e Uniacque, in cui caricare le attività della società, quindi il proseguimento del Piano di monitoraggio ambientale già in atto e concordato con Regione Lombardia e la messa a disposizione di tutti i dati relativi al monitoraggio dell’acqua da concordare anche con Arpa Bergamo.

La richiesta di proroga

«Progressivamente - dice ancora il direttore di miniera Milani - la società ottempererà alle richieste del ministero. Sarà poi lo stesso Mase a dirci quando potremo riprendere le ricerche. A maggio dovremmo chiedere di nuovo la proroga alla Regione Lombardia. Quindi il nostro obiettivo è di concludere il tutto entro settembre-ottobre e riprendere le ricerche quest’anno. Si tratta, peraltro, di ricerche già autorizzate nel 2020, ma il permesso deve essere prorogato ogni tre anni. Di fatto andremo a completare la campagna di ricerche già programmata sei anni fa». Quanto alla progettazione per la futura estrazione di zinco Milani fa sapere che «siamo ormai al 90%». Anche il progetto per l’estrazione del minerale aveva infatti avuto uno stop a seguito di alcuni dinieghi ministeriali.

«Da allora la società ha lavorato per rispondere alle richieste del territorio e del ministero e ormai siamo a buon punto - continua Milani -. Il core business della Vedra resta la ricerca mineraria. Intanto la progettazione prosegue ed è a buon punto. Si avvierà poi di nuovo l’iter autorizzativo per l’estrazione, per il quale occorrerà trovare un finanziatore».

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