Berzo San Fermo, erbe aromatiche sul feretro per l’addio al giovane chef

I FUNERALI. In tanti ai funerali di Michele Cambianica. Lo chef Philippe Léveillé: «Non ho perso un cuoco, ma un vero amico».

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Un ultimo gesto che nella sua semplicità ha raccontato una vita intera. Nella parrocchiale di Berzo San Fermo, dove giovedì mattina 30 luglio è stato celebrato il funerale di Michele Cambianica, il cuoco morto a 27 anni a causa di un male incurabile, sul feretro è stato appoggiato un cuscino di erbe aromatiche.

Un omaggio al suo legame con la cucina, una passione coltivata fin da ragazzo, diventata negli anni una vocazione e poi un lavoro. Quello stesso mondo della ristorazione che lo ha visto diventare grande professionalmente si è stretto ieri mattina attorno alla mamma Cristina, al papà Marco e al fratello Massimo, alla presenza di una grande folla composta da amici e rappresentanti della comunità locale. La celebrazione è stata accompagnata dalla corale del paese, diretta dal sindaco Luciano Trapletti.

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Nell’omelia il parroco don Marco Gibellini ha affidato alla folla un messaggio di speranza: «Oggi piangiamo perché non possiamo più vedere Michele, ma la luce che ha acceso nella vita delle persone continua a vivere.Come le stelle, il bene non muore insieme a chi lo compie, rimane nel cuore di chi lo ha incontrato». Presenti al funerale numerosi professionisti della ristorazione, per testimoniare la stima costruita negli anni verso Michele: quasi tutti indossavano la divisa da lavoro.

«Non ho perso un cuoco: ho perso un amico, un compagno di viaggio, un ragazzo pieno di entusiasmo, energia, positività. Un esempio per tutti noi»

Al termine della celebrazione è intervenuto Philippe Léveillé, chef del ristorante stellato Miramonti l’Altro, dove Michele lavorava da tre anni a Concesio, nel Bresciano: «Non ho perso un cuoco: ho perso un amico, un compagno di viaggio, un ragazzo pieno di entusiasmo, energia, positività. Un esempio per tutti noi». Accanto a lui c’erano i rappresentanti della brigata del locale stellato che per la giornata del funerale ha scelto di chiudere in segno di lutto. Nel suo intervento il cuoco francese ha utilizzato parole commoventi: «Michele, un buon lavoro lo hai sempre fatto. Ma, oltre al lavoro, ci hai insegnato molto di più: il valore della forza, della speranza e della volontà di non arrendersi mai». Al termine della cerimonia il feretro è stato accompagnato fuori dalla chiesa da un applauso durato oltre due minuti.

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