«Il nostro futuro sono i ragazzi con la maglia degli Alpini di Colere»

IL CENTENARIO. Piazze imbandierate e coccarde tricolori hanno salutato il corteo in paese, aperto dai bambini. Il capogruppo: «Per noi l’importante è esserci, non apparire».

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La grande bandiera italiana, insieme a quelle della Regione Lombardia e della Pace, hanno tenuto tutti con il naso all’insù, nella mattinata di domenica 6 settembre a Colere, durante la cerimonia conclusiva del Centenario del locale gruppo dell’Associazione nazionale Alpini.

I paracadutisti hanno emozionato dal cielo, al culmine della commemorazione che aveva preso il via a giugno con la staffetta che, passando per il Rifugio Albani e facendo sosta a Gazzaniga, aveva ripetuto la camminata compiuta con in testa il fondatore Giacomo Ghesa un secolo fa, a piedi fino a Bergamo per la registrazione del gruppo e la consegna delle prime tessere alla sezione provinciale.

Il suo cappello alpino, insieme a quelli di chi è venuto dopo di lui, ha partecipato a tutti i momenti della manifestazione. Su altrettanti cuscini tricolori, portati dai soci di oggi, c’erano i copricapo di Ghesa (capogruppo dal 1926 al 1928), Luigi Bendotti (1949-1953), Pasquale Palmo Piantoni (1954-1964), Luigi Bendotti (omonimo e figlio del secondo capogruppo, 1964-1985), Luigi Belingheri (1985-1991) e Giacomo Belingheri (1992-2012). Anche loro in corteo, insieme ad Aronne Belingheri, che 14 anni fa prese il posto del padre Giacomo.

Gonfaloni e labari

Alla cerimonia anche il sindaco Alex Belingheri con il gonfalone, il presidente provinciale Ana Giorgio Sonzogni con il labaro sezionale, gli alfieri di dieci gruppi e quelli dell’Associazione nazionale Combattenti e Reduci e dell’Associazione Paracadutisti d’Italia-Nucleo Valle Seriana. Tra le autorità, i presidenti della Provincia Gianfranco Gafforelli e della Comunità montana di Scalve Marco Grassi, il consigliere regionale Michele Schiavi, il tenente colonnello Angelo Parano del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno (in rappresentanza del comandante, colonnello Riccardo Venturini), il comandante dei carabinieri di Vilminore, maresciallo Simone Demma, il commissario prefettizio Letterio Porto.

La Messa con don Tribbia

Accompagnata dalla fanfara di congedati della Brigata alpina orobica, la cerimonia si è aperta nella sede Ana con l’alzabandiera, quindi il corteo ha raggiunto il monumento ai Caduti per gli onori e i discorsi, con il sindaco che ha consegnato al capogruppo una targa di benemerenza.

Per vie e piazze imbandierate e con tantissime coccarde e decorazioni tricolori realizzate dalle donne di Colere, il corteo aperto dai bambini con gli striscioni dedicati al centenario ha raggiunto la chiesa. Il parroco don Mauro Tribbia durante la Messa ha sottolineato «le tante pietre lasciate e incise dagli Alpini in cento anni», invitandoli a «continuare con questi segni profondi della vostra opera».

Giovani e futuro

«Del passato abbiamo detto tanto – ha sottolineato in piazza Aronne Belingheri –: il futuro sono i ragazzi che oggi vestono le maglie degli Alpini Colere, che da anni ci seguono. Social e influencer ci fanno credere che la vita è facile e bella. È vero, la vita è bella, ma sta a voi ragazzi costruire il futuro e portare avanti questo meraviglioso gruppo. Da un secolo per noi non è importante apparire, ma esserci. Per noi Alpini di Colere oggi è una giornata bellissima».

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