A Gazzaniga l’addio al baritono Guerini. «Pensava alla vita come un’opera d’arte»

Il funerale. L’artista scomparso a 59 anni dopo una breve malattia. Ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Il parroco don Zanoletti: «La via del canto che lui insegnava è la bellezza che apre la mente». Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 13 gennaio.

Grande è stata la commozione dei compaesani durante i funerali di Giovanni Guerini, baritono scomparso a 59 anni nella notte tra lunedì e martedì 9 e 10 gennaio. Nel pomeriggio del 12 gennaio la chiesa parrocchiale era gremita per le esequie presiedute dal parroco don Luigi Zanoletti insieme ad altri quattro sacerdoti.

Una breve malattia che ha stroncato una lunga carriera: la voce di Guerini ha raggiunto i palcoscenici di tutto il mondo, basti citare La Scala di Milano, Madrid, New York, Dallas, Tokyo, Barcellona, San Pietroburgo, Vienna e Salisburgo. Durante il rito si scorgevano diversi strumenti musicali disseminati per le navate: in numerosissimi sono infatti giunti gli allievi, colleghi e amici con cui «Il Gio» condivideva la propria passione per la musica, soprattutto in veste di docente, da Gazzaniga al Cdpm (dove insegnava tecnica vocale fin dalla nascita della scuola). Alla sua anima eclettica piaceva poi sperimentare nuovi generi, anche lontani dalle sue corde: indimenticabile l’esperienza recente a X Factor come vocalist pop e jazz per preparare concorrenti al talent show di Sky (in particolare aiutò Rita Bellanza nel 2017). Si esibì inoltre con personalità come Enzo Jannacci e Lenny Kravitz.

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«Giovanni ha costruito una costellazione di relazioni e legami che insieme fanno lo spessore di una persona, che è sempre la somma degli incontri che facciamo. La via del canto che lui insegnava è la bellezza che apre la mente con la sensibilità ed insegna a vedere. Un’altra via che lui aveva intrapreso è quella della coscienza critica: Giovanni pensava alla vita come un’opera d’arte, anche nella malattia».

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