(Foto di Colleoni)
IL FUNERALE. Le esequie si sono svolte nel pomeriggio di mercoledì 7 gennaio in una Parrochhiale gremita.
Gromo
Il desiderio di Andreino Santus era in particolare «quello di prendersi cura degli altri attraverso i doni che Dio ci ha dato nel creato, grazie alla sua passione e allo studio delle proprietà curative delle erbe e su come dare sollievo e speranza a chi aveva dolore o qualche malattia». È uno dei ricordi che monsignor Ivan Santus ha voluto lasciare del papà, scomparso a 84 anni.
Mercoledì 7 gennaio sono stati celebrati i funerali nella parrocchiale di Gromo: tantissime le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Andreino, portando le loro condoglianze alla famiglia (oltre a Ivan e Andrea, gli altri due figli Armando e Pierachille, la sorella Maria Rosa e la moglie Serafina).
La Messa è stata celebrata dall’abate generale di Monte Oliveto Maggiore, Diego Maria Rosa, insieme a monsignor Santus e a diversi altri sacerdoti, tra cui anche don Andrea Santus, farmacista e monaco nella stessa Abbazia, di cui è Economo generale. Presenti anche, tra gli altri, il vicario generale della Diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, il vicario episcopale per laici e pastorale monsignor Michelangelo Finazzi, il sottosegretario della sezione rapporti con gli stati del Vaticano monsignor Mihăiţă Blaj e monsignor Kisito Ouédraogo della segreteria di Stato di Sua Santità.
Monsignor Pelucchi ha voluto ricordare così Andreino: «In più circostanze mi aveva condiviso la sua passione per le erbe che cercava nei boschi. Non perché fosse appassionato di botanica, non per fare liquori, ma per curare le persone, attraverso pomate e unguenti che portassero beneficio a chi ne aveva bisogno. Chi è appassionato di erbe – ha aggiunto – si allena a un esercizio di discernimento: credo che questo esercizio nella ricerca delle erbe possa aver costituito un elemento prezioso per il discernimento che Andreino ha fatto nella sua vita», a partire dall’«educazione dei suoi figli».
Al termine della celebrazione eucaristica è stata letta la preghiera dell’alpino e la salma, accompagnata dalle note del silenzio, è stata tumulata nel cimitero locale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA