(Foto di Pierino Bigoni)
LA FESTA. Come sempre, ha illuminato la statua della Madre celeste posta sulla sommità della chiesa di Santa Maria Assunta.
Ardesio
I raggi del sole, anche se solo per una manciata di minuti, alle 13,20 esatte di sabato 7 febbraio hanno fatto capolino dalla Forcella del Re, posta a 1.898 metri di altitudine tra le cime dei monti Fop e Valmora. Hanno, come sempre, illuminato la statua della Madre celeste posta sulla sommità della chiesa di Santa Maria Assunta, in Valcanale.
Mancava, nella pittoresca borgata di Ardesio, dal 2 novembre scorso, nascosto dalle vette delle montagne che delimitano la valle dell’Acqualina a Sud-Ovest e che dal Monte Secco giungono fino al Gruppo Arera. La luce del sole sul campanile è durata solo una manciata di secondi. Nei giorni a venire illuminerà via via tutta la contrada portando quella luminosità e quel tepore già auspicati nel capoluogo con la «Scasada del Zenerù». E questo per la gioia di chi vi abita, soprattutto degli anziani che potranno uscire a passeggiare incontrando gli amici per conversare con loro, così come dei bambini che potranno tornare a giocare all’aperto.
Sole, dunque, che oltre a favorire lo scioglimento della neve, con il suo tepore agevolerà la crescita dell’erba e dei fiori, così come l’insorgere di pensieri gioiosi e positivi negli abitanti del luogo. In merito, Matteo Boccardi del Bar Astoria afferma: «Seppure in un contesto diverso, l’evento mi ricorda la poesia di Giacomo Leopardi “La quieta dopo la tempesta”, là dove, tra l’altro, il poeta scrive che, per il ritorno dell’astro celeste, “ogni cor si rallegra”. Proprio come avviene tra gli abitanti di Valcanale. In passato il giorno del ritorno del sole era festeggiato in famiglia, consumando un piatto di gnocchi. La tradizione è sempre in auge, anche se in forma diversa». Infatti, su input della Parrocchia, del Gruppo Oratorio, delle donne del paese e di tanti volontari viene organizzata la «Festa del Sole» in programma venerdì 6, sabato 7 e lunedì 9 febbraio. Vi partecipano centinaia di persone di diversi paesi che, nell’occasione, possono pranzare a base di gnocchi preparati in diversi modi e di prodotti a chilometro zero. Il tutto reso più piacevole dalla musica. Occasione, questa, che favorisce la conoscenza, così come l’insorgere di rapporti di amicizia e di positiva aggregazione tra tutti i partecipanti.
Un tempo il ritorno del sole era atteso in piazza dai bambini della scuole materna e delle elementari con le loro maestre. Con il parroco recitavano poesie ed innalzavano inni di gioia per questo ritorno. Da qualche anno le scuole sono state chiuse e anche il parroco non soggiorna più in contrada. Sabato 7 febbraio nessuno, purtroppo, in piazza ad attendere l’attimo, quasi magico, della sua ricomparsa. A rompere l’assordante silenzio nella contrada, in quel momento, solamente il sibilare del vento tra i rami degli abeti, lo scroscio dell’acqua che scorreva verso valle nel torrente Acqualina e il canto prolungato di alcuni galli nei pollai .
© RIPRODUZIONE RISERVATA