Addio a don Sarzilla: «Generoso e umile», fu consacrato sacerdote con il gemello

CORDOGLIO. Il sacerdote di Valgoglio si è spento in Casa di riposo a Gromo. Amava l’arte e la montagna, come il gemello don Attilio.

Si è spento serenamente mercoledì 28 gennaio, alla Casa di riposo «Ospedale Milesi» di Gromo, dove da qualche anno era ospitato e accudito con affetto e stima, don Giovanni Sarzilla. Le esequie saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di Valgoglio, dove la sua salma è composta, alle 10 di sabato 31 gennaio dal Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi. Le sue spoglie mortali saranno poi tumulate nel locale cimitero, accanto alla tomba del fratello. La notizia della sua scomparsa è stata accolta con grande dispiacere in Alta Valle Seriana, così in tutte le parrocchie dove don Giovanni ha esercitato il suo ministero.

Sacerdote insieme al gemello

Nativo, nel 1928, della parrocchia cittadina di Sant’Alessandro in Colonna, don Giovanni, con il fratello gemello, don Attilio, fu consacrato sacerdote il 30 maggio 1953 dal Vescovo Adriano Bernareggi. Fu dapprima coadiutore a Lallio, quindi parroco a Valcanale di Ardesio per oltre vent’anni e infine a Grone. Dopo il pensionamento si stabilì, con il fratello gemello, a Valgoglio, dove fu prezioso collaboratore pastorale fino alla morte del fratello, avvenuta il 31 dicembre 2019.

I ricordi di Valgoglio

Il sindaco: «Tutto quanto una persona poteva offrire a Dio e alla comunità, don Giovanni lo ha dato, generosamente, con grande umiltà»

Il sindaco di Valgoglio così lo ha ricordato: «La nostra comunità è profondamente toccata dalla scomparsa di don Giovanni. Tutto quanto una persona poteva offrire a Dio e alla comunità, don Giovanni lo ha dato, generosamente, con grande umiltà, anche attraverso la passione per l’arte e la montagna, che tanto amava. Lo ricorderemo sempre con il suo sorriso, per le sue simpatiche battute, per la sua semplicità e cordialità. A nome della comunità lo ringrazio per tutto quello che, con il fratello Attilio, ha rappresentato per noi e sono vicino, in questo momento di mestizia, ai suoi parenti».

Don Giovanni Crippa: «Il ricordo e la gratitudine evidenti, esternate dalle persone di Valgoglio e Novazza, suscitano in me riconoscenza»

Don Giovanni Crippa, prevosto della parrocchia di Valgoglio-Novazza, ha aggiunto: «Non ho avuto modo di conoscere don Giovanni nel corso del suo ministero. Ma il ricordo e la gratitudine evidenti, esternate dalle persone di Valgoglio e Novazza nei suoi confronti, suscitano in me un segno tangibile di riconoscenza per la sua vita dedicata al Signore».

La passione per la montagna e per l’arte

Assistiti per anni dalla zia Lionella, don Giovanni e don Attilio erano inseparabili. Ogni giorno, quando esercitavano il loro ministero in comunità diverse, si ritrovavano per stare insieme e programmare il futuro. Grandi appassionati di montagna, che frequentavano sempre nel tempo libero con i giovani delle parrocchie, amavano profondamente l’arte.

Gli affreschi e le opere donate

Allievi del pittore Pietro Servalli, hanno affrescato un po’ ovunque santelle, chiese, cappelle dei cimiteri, antiche fontane. Hanno dipinto paesaggi montani e pale d’altare, tra le quali quelle della Beata Morosini e di Fra’ Tomaso da Olera.

Nel 2013 hanno donato alla comunità di Valgoglio, sindaco allora Eli Pedretti, ben 25 loro opere che si possono ammirare in uno spazio permanente, a loro dedicato. E anche per questo sono stati insigniti della cittadinanza onoraria di Valgoglio.

Oltre alla cittadinanza onoraria, la Rosa Camuna

Tra i riconoscimenti loro attribuiti da ricordare anche quello regionale della Rosa Camuna, attribuito loro nel 2017, quando presidente della Regione Lombardia era Roberto Maroni.

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