Baita Zuccotto immersa in 60 cm di neve, ma a marzo 2025 erano 90
IL CONFRONTO. Nel 2022 e nel 2023 in Alta Val Sedornia andò decisamente peggio: la neve non superò i 30 cm. Anno record il 2014: ben 290 cm di accumulo nevoso.
Valbondione
Con l’inizio della primavera meteorologica è ormai tempo di bilanci per comprendere quale sia lo spessore residuo del manto nevoso in quota e quali differenze ci possano essere rispetto allo stesso periodo del passato più recente. A tal proposito, può risultare molto utile il confronto tra le varie fotografie scattate negli scorsi anni all’esterno della baita Zuccotto, posta a 1.713 metri di quota in Alta Val Sedornia, luogo raggiungibile sia da Gandellino che da Lizzola .
Il confronto
Nel biennio tra il 2022 e il 2023 andò decisamente peggio, se si considera che lo spessore del manto nevoso non superò la trentina di centimetri.
Nella giornata di sabato 7 marzo lo spessore del manto nevoso (ormai assestato), nell’area pianeggiante all’esterno della baita, era di una sessantina di centimetri contro i 90 dello scorso anno e i 120 centimetri del 2024.
(Foto di Mirco Bonacorsi)
Nel biennio tra il 2022 e il 2023 andò decisamente peggio, se si considera che lo spessore del manto nevoso non superò la trentina di centimetri e i successivi mesi primaverili ed estivi furono poi avari di precipitazioni, tanto da portare a frequenti situazioni di carenza idrica.
Nel 2012 pochi accumuli, ma poi le precipitazioni
Dal 2008 a oggi, l’inizio di marzo che ha registrato gli accumuli più scarsi è stato quello del 2012, ma con la non trascurabile differenza che i mesi successivi di quell’anno furono caratterizzati da abbondanti precipitazioni, tant’è che i bacini e i laghetti naturali in quota non manifestarono infatti nessuna situazione di criticità.
Il record del 2014
Quell’anno nel mese di settembre si registrò (unica volta negli ultimi 25 anni) un buon incremento di volume della vedretta del Trobio.
L’eccezionalità è invece rappresentata dall’anno 2014, poiché alla metà di quel marzo lo spessore della neve, sempre nello spazio antistante alla baita Zuccotto, raggiungeva quasi la trave sommitale del tetto, per un totale di 290 centimetri. Anche i successivi mesi estivi furono caratterizzati da frequenti situazioni di maltempo e temperature non elevate e infatti, nel mese di settembre, si registrò (unica volta negli ultimi 25 anni) un buon incremento di volume della vedretta del Trobio, l’ultima massa glaciale perenne presente sul versante bergamasco delle Orobie.
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