Clusone, chiude il «Bosco incantato»: «Troppa maleducazione e danni alle sculture»

LO SFOGO. Giannino Trussardi vieta l’accesso libero ai sentieri del Roccolo Zuccone dopo ripetuti episodi di vandalismo e comportamenti irrispettosi. Restano possibili le visite organizzate.

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Clusone

Il rispetto dovrebbe essere un prerequisito per chiunque si appresta a visitare un luogo pubblico o privato e invece molto spesso è proprio ciò che manca. Ed è proprio la mancanza di rispetto che ha spinto Giannino Trussardi a decidere di chiudere l’accesso a tutti i sentieri che conducono al bosco privato del Roccolo Zuccone di Clusone, luogo che era stato protagonista dell’ottava puntata di Cerca Bergamo (la rubrica estiva ideata per gli abbonati de L’Eco di Bergamo, ndr) con le tante sculture di legno immerse nel bosco.

«Purtroppo è successo quello che succede quasi ogni giorni: la maleducazione e la mancanza di rispetto sono troppe, non lo sopporto più» confida Giannino che dalla pensione, quindi da circa 18 anni ha scelto di dedicare il suo tempo alla pulizia del bosco del Roccolo

Domenica 23 agosto Giannino ha condiviso il messaggio: «Da domani il bosco incantato non esisterà più! Tutte le entrate dei sentieri verranno chiuse! - ha scritto spiegando poi che - purtroppo ho a che fare con persone (la maggior parte genitori) poco rispettosi e maleducati. Non vorrei rovinarmi la salute per loro». Il problema sono i tanti e ripetuti danni alle sculture che, soprattutto nel fine settimana, vengono spesso danneggiate e rotte, ma anche alla maleducazione della gente che utilizza il bosco e i sentieri come fossero servizi igienici abbandonando tutto lì e poi gente che entra nel roccolo senza nemmeno bussare». Una maleducazione che per Giannino, persona accogliente e molto disponibile, ormai è difficile da soppportare.

«Purtroppo è successo quello che succede quasi ogni giorni: la maleducazione e la mancanza di rispetto sono troppe, non lo sopporto più» confida Giannino che dalla pensione, quindi da circa 18 anni ha scelto di dedicare il suo tempo alla pulizia del bosco del Roccolo. Così immaginando di dare una seconda vita a quelle piante sradicate dal vento o morte per il bostrico ha realizzato centinaia di sculture prima scolpendo direttamente i ceppi e poi posizionandole lungo i sentieri e sulle pareti del roccolo.

Era un percorso libero e gratuito

In questi anni ha sempre lasciato visitare liberamente i sentieri attorno al Roccolo, indicando all’ingresso della proprietà, lungo i sentieri, di portare rispetto:«Sui cartelli si avvisa che è un luogo privato, che non è un parco giochi e che si chiede silenzio e rispetto, ma non vogliono vedere. Dispiace. Lasciano i bambini liberi come se fosse un parco giochi e non lo è». Essendo uno spazio privato, da sempre, i sentieri saranno chiusi. «Accetterò di accompagnare i gruppi organizzati tramite contatto telefonico - spiega - e poi chi vorrà entrare dovrà chiedere “permesso, posso entrare?”».

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