«Convivere coi lupi? Sono loro i primi ad aver paura di noi»

GANDELLINO: Dal 5 aprile, predati tre cervi ritrovati nel greto del Serio. I timori per la vicinanza alle case. «Ma non sono un pericolo e finora pochi avvistamenti».

In queste settimane di tempo incerto c’è una specie di banchetto di nozze per i cervi in riva al Serio, che scorre in mezzo all’abitato di Gandellino. Verso il cimitero e la chiesa, la montagna atterra nel fiume con dei prati verde smeraldo. Così i cervi che qui come un po’ su tutto l’arco prealpino sono ormai tantissimi, scendono e banchettano, menu a base di fiori di campo ed erba fresca, molto invitante dopo le privazioni della brutta stagione.

Però la catena alimentare dell’alta Val Seriana da circa sei mesi conta anche una coppia di lupi. Quindi sui prati di Gandellino banchettano anche loro: i cervi mangiano l’erba, i lupi mangiano i cervi.

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Ci sono pochi dubbi, sono almeno due gli esemplari che hanno colonizzato la zona dell’alta Valle Seriana, asta del Serio. Uno ha tre zampe, non si sa se siano maschio e femmina ma è molto probabile, vivono nel boschi, se i cervi come in questo periodo scendono sul fondovalle, loro li seguono. E come le loro prede, anche i predatori non badano al fatto che il banchetto sia in centro a Gandellino. Anche perché gli uni e gli altri si muovono di notte quando il paese dorme, entrambi specie timide, schive e intimorite dall’uomo. Ricapitolando, dal 5 aprile lungo 600 metri di asta del fiume in centro al paese sono state trovate le carcasse di tre cervi e le fototrappole della Polizia provinciale hanno catturato gli autori delle predazioni. Lupi. Certezza non c’è fino a quando non si avranno gli esiti del test genetici e ci vorrà tempo, ma i dubbi sono ormai pochi.

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Siccome l’alveo del Serio qui è stretto e l’acqua non è molta, le carcasse ben visibili non sono state un bell’avvistamento per le persone che passeggiando sul sentiero in riva al fiume hanno dato l’allerta. «C’è timore, la gente è suggestionata ed è comprensibile. Ma sono timori infondati. E tengo a sottolinearlo. Il lupo nell’immaginario collettivo fa più paura di altri animali che hanno fatto danni ben più gravi. In Bergamasca la coppia è sicuramente presente da circa sei mesi in questa zona e da allora non c’è stata alcuna segnalazione di predazione di altri animali che non fossero selvatici. Il lupo in questo periodo sta scendendo a valle perché segue le prede, ma non appena l’erba verde salirà a quote più elevate, i cervi saliranno e con loro i lupi. Così si comportano questi animali» spiega Daniele Carrara, sovrintendente responsabile della Polizia provinciale settore Alta Val Seriana, una vita - oltre 30 anni - a sorvegliare i boschi e la fauna che li popola. «Smontiamo la prima fake news: i lupi non sono stati reintrodotti dall’uomo, semplicemente sono tornati a ricolonizzare le Alpi e le Prealpi, da dov’erano scomparsi proprio per la minore disponibilità di cibo. L’uomo storicamente ha cacciato il lupo in quanto rivale per il cibo, la selvaggina. E poi un tempo l’economia rurale di montagna era più sviluppata, mentre nel tempo è stata progressivamente abbandonata. Un’altra fake news è che i lupi siano pericolosi per l’incolumità dell’uomo. mentre ne hanno invece molto timore. Lo dimostra il fatto che la loro presenza è stata accertata almeno sei mesi fa e da allora sono stati segnalati pochissimi avvistamenti, se non nelle nostre fototrappole».

Le fototrappole

Le fototrappole a disposizione della Polizia provinciale vengono piazzate in base alle segnalazioni di predazioni. L’ultima, mercoledì mattina proprio a Gandellino: un cervo predato nel greto del fiume, in corrispondenza dei grandi prati verdi vicino al cimitero. Gli agenti della Polizia provinciale hanno posizionato vicino alla carcassa una fototrappola, ma il lupo ieri non è tornato a banchettare sui resti del cervo. Al bar Martino, lungo la provinciale sull’altra sponda, le sorelle Fiorina raccontano. Lara dice che di paura non ne ha nemmeno un po’, Marzia che la notte prima del terzo massacro, il lupo le ha attraversato la strada: «Erano circa le 21,30. Aveva questa pelliccia argentata, da noi cani così non ce ne sono. Era certamente un lupo. Cos’ho fatto? Niente. Ho frenato, ho pensato che certo un po’ di suggestione vedere il lupo la fa. Nient’altro». Però gli anziani soprattutto disertano le passeggiate in riva al fiume, ed è inutile girarci intorno: adattarsi a questa nuova presenza richiede tempo e fiducia. E richiede un’educazione. E il rispetto per chi va nei boschi di regole che non cambiano con il ritorno del lupo. La montagna non è un parco giochi. «Il ritorno del lupo – conclude Carrara – nulla aggiunge e nulla toglie ai rischi che si corrono abitualmente. La montagna va abitata e vissuta con attenzione e rispetto».
La sindaca Flora Fiorina, alle prese con i timori della popolazione, ha chiesto alla Regione di poter organizzare un incontro con un esperto che sia tutte le informazioni corrette e necessarie alla sua comunità: «L’incontro pubblico sarà la prossima settimana»

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