L’addio a Martino Zambaiti: «Eri rispettato da tutti»
IL LUTTO. Anche se abitava a Milano, l’imprenditore Martino Zambaiti ogni venerdì sera tornava a Leffe, dove trascorreva il fine settimana.
Leffe
Nelle ore successive alla sua scomparsa, avvenuta lunedì in seguito a una malattia, è stato descritto come un uomo legatissimo al paese e alla Val Gandino; e proprio a Leffe giovedì pomeriggio una folla composta e silenziosa si è riunita nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo per l’ultimo saluto e per stringersi attorno alla moglie Brunella Radici, il figlio Mattia e le figlie Francesca e Isabella, il fratello Giancarlo. C’era anche Luca Percassi: nipote acquisito di Zambaiti, ha definito lo zio «una persona unica e speciale».
«Martino ci ha lasciato nel momento in cui la nostra comunità celebrava l’Addolorata – ha ricordato il parroco, don Giuseppe Merlini –. Che il Signore lo premi per tutto il bene che ha compiuto e per quello che ha realizzato anche nel lavoro». Seguendo la tradizione di famiglia, Zambaiti si dedicò con passione al mondo del tessile.
A Cernusco sul Naviglio fondò la «Zambaiti distribuzione tessile», l’impresa di riferimento. Gli interessi lavorativi, però, lo portarono a spaziare: fu, ad esempio, proprietario della catena di negozi «Le Matte», ricoprì il ruolo di presidente dell’Hotel San Marco a Bergamo e fu tra i fondatori della Banca di Bergamo, che guidò. Chi lo conosceva lo descrive come una persona colta, onesta, generosa e leale.
Amava l’aria aperta (era un cacciatore e un fungaiolo). Al termine della Messa, dopo l’Ave Maria di Schubert cantata dalla soprano leffese Elena Bertocchi, la figlia Francesca ha ringraziato i presenti, «venuti da tutta Italia». Poi, commossa, ha letto qualche parola in onore del padre: «Sei stato un uomo che ce l’ha fatta. Le persone venute a salutarti qui per l’ultima volta sono tantissime. Avevi molti amici, eri rispettato da tutti; ma soprattutto eri tanto amato dalla tua famiglia». Parole di ricordo anche dal fratello Giancarlo.
Il feretro di Zambaiti, portato a spalla, ha preso infine la via del cimitero di Leffe, seguito da un lungo corteo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA