Laghetti, parco avventura e «Après ski»: accordo da 11 milioni su Pora-Presolana

MONTAGNA. L’intesa approvata lunedì 20 luglio dalla Giunta regionale dovrà essere sottoscritta anche da Provincia e Comuni. «Cornice» e punto di partenza per investimenti nei prossimi 4 anni. Obiettivo, turismo durante tutto l’anno.

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Era un passaggio atteso da anni – almeno una decina – e ora, pur senza dare direttamente il via a nessuna opera, sarà il punto di partenza per nuovi investimenti, che mirano a rilanciare la stazione sciistica del Monte Pora, in una chiave sempre più all’insegna della destagionalizzazione.

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La Giunta regionale ha approvato lunedì 20 luglio l’Accordo di programma per l’ampliamento e il potenziamento del comprensorio Presolana-Monte Pora (è inclusa, oltre al Pora, anche la stazioni sciistica del Donico, al Passo della Presolana, anche se sarà meno interessata da interventi), che dovrà poi essere sottoscritto da Provincia, Comunità Montane della Valle Seriana e dei Laghi bergamaschi, Comuni di Castione, Costa Volpino, Rogno e Songavazzo.

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Entro il 2030

Nell’arco dei prossimi quattro anni - entro il 2030 - viene prevista la realizzazione di numerosi interventi, per un investimento da parte delle due società che gestiscono le stazioni sciistiche (“Irta” al Pora e “Neve” al Passo della Presolana) che potrebbe arrivare a sfiorare gli 11 milioni di euro.

Nell’attesa che l’Accordo sia effettivamente chiuso, con l’approvazione da parte di tutti gli enti coinvolti, da Palazzo Pirelli arrivano già segni di esultanza per quello che l’assessore alla Montagna Massimo Sertori definisce «un accordo atteso e importante per il territorio bergamasco, che individua opere necessarie al consolidamento e alla destagionalizzazione dell’offerta del comprensorio, consentendone la realizzazione come realtà indispensabili alla fruizione e all’aumento dell’attrattività».

Sono numerosi i progetti contenuti nell’Accordo, che potrebbero vedere la luce da qui al 2030, soprattutto al Monte Pora.

La società Irta ancora non si sbilancia, sia perché - precisa l’ad Maurizio Seletti - «l’iter per l’approvazione dell’Accordo non è ancora concluso», sia perché «ogni opera dovrà poi seguire il suo iter autorizzativo, non siamo ancora nelle condizioni per avviare nessuna opera».

Le opere citate

Tra le opere citate nella delibera regionale, c’è innanzitutto la realizzazione di due nuovi laghetti che serviranno da riserva idrica per aumentare la capacità di produrre neve artificiale, uno in località Cima Pora e uno in località Case del Termen, oltre all’ampliamento del laghetto già esistente. Spazio poi a un nuovo Parco avventura sugli alberi e ad un Parco dell’acqua dedicato ai più piccoli, nella zona del Termen.

Ancora, un collegamento «sci ai piedi» tra il rifugio Palù e la ski area principale con un tapis roulant di 200 metri, ad una pista da «fun bob» su rotaia di ultima generazione, con una discesa da 750 metri, ma anche alla messa in rete di sentieri per bici, per un totale di 15 chilometri.

Già annunciato da tempo dalla società come desiderio, c’è anche l’ampliamento dell’offerta dei servizi di ospitalità, con un nuovo e moderno «Après ski» e il possibile recupero (anche con demolizione e ricostruzione) di sei edifici. «Le azioni inserite nell’Accordo vanno nella direzione della valorizzazione del Monte Pora soprattutto in un’ottica di destagionalizzazione - spiega Seletti -. Ci sono comunque interventi a supporto dell’innevamento per dare continuità alla stagione invernale, che continua a rappresentare la parte più importante per Irta».

Gli investimenti

Già in questi anni la società ha investito molto su iniziative che hanno portato a una crescita significativa della frequentazione del Pora in tutte le stagioni: dalla realizzazione del Pora beach alla pista dei tubby, dalla nuova gestione del rifugio Palù e del Caffè al Bicerì in piazzetta all’organizzazione di un ricco calendario di eventi. Ma ora «si aprirà la possibilità di ragionare su azioni più significative, perché finora ci siamo dovuti fermare nel perimetro di quello che ci era consentito».

Ne parla come di «una riqualificazione infrastrutturale a 360 gradi che tocca sport, tempo libero e ricettività» il consigliere regionale Michele Schiavi, che sottolinea come «siamo di fronte a una svolta importante che trasformerà radicalmente l’attrattività del nostro territorio. L’obiettivo strategico è ambizioso: superare il vecchio concetto di stazione solo invernale per dare vita, entro il 2030, a un polo turistico d’eccellenza attivo 365 giorni all’anno. La destagionalizzazione cambierà il tessuto economico locale, creando nuove opportunità per i giovani e offrendo un modello di sviluppo moderno e dinamico».

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