Poste di Rovetta, ex direttrice indagata. Sparito mezzo milione

L’INDAGINE. A giugno la denuncia di una coppia del paese a cui sono stati sottratti dai conti 148mila euro. Lei licenziata, la società: «Garantiremo il rimborso a tutti».

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Rovetta

A chi l’ha incontrata nei giorni scorsi mentre entrava all’ufficio postale, e la ha chiesto il motivo dei suoi mesi di assenza, ha risposto: «Mi hanno promosso, adesso lavoro a Bergamo». Ma l’ex direttrice delle Poste di Rovetta, una quarantenne residente a Fino del Monte, quest’estate è stata licenziata e a fine settembre denunciata per truffa dai carabinieri della Compagnia di Clusone. Secondo le accuse, si sarebbe appropriata di mezzo milione di euro prelevandoli dai conti e dai libretti di ignari correntisti. Sono ancora in corso le verifiche per quantificare esattamente la cifra e il numero dei cittadini a cui sono stati sottratti i soldi.

La denuncia di una coppia di anziani

Come anticipato sabato 10 ottobre sull’edizione di Bergamo del Corriere della Sera, le indagini sono cominciate dalla denuncia presentata, nel giugno scorso, da una coppia di anziani di 84 anni che vive in paese e che si era completamente affidata alla direttrice per gestire i loro risparmi. La donna, peraltro, è molto conosciuta in valle anche perché ha iniziato la carriera nelle Poste come portalettere. A maggio due ispettori delle Poste, arrivati da Milano, hanno incontrato i due anziani coniugi per parlare di un prelievo sospetto di 2.500 euro in contanti. La coppia ha spiegato che a inizio anno aveva chiesto di svincolare 10mila euro dal libretto per effettuare dei lavori di ristrutturazione del tetto di casa e che la direttrice aveva consigliato di fare prelievi di 2.500 euro in contanti ogni mese «per evitare i controlli della Guardia di finanza».

«Poste Italiane, parte lesa nella vicenda, si impegna a garantire agli aventi diritto il rimborso delle somme»

È stato allora che la coppia ha scoperto che, dai loro conti, sarebbero stati prelevati complessivamente 148mila euro con decine e decine di operazioni da loro disconosciute, nell’arco degli ultimi due anni. Le firme apposte non erano le loro. Sarebbero spariti 90mila euro dal conto di lui, con oltre 150 prelievi, e 58mila da quello di lei, con una ventina di operazioni. Gli anziani hanno così deciso di sporgere denuncia ai carabinieri di Clusone. A sabato 10 ottobre non risultavano altre denunce presentate per fatti simili, ma potrebbero esserci state altre operazioni di questo tipo sui conti di ignari correntisti: questo almeno sarebbe stato scoperto dagli ispettori delle Poste, fino ad arrivare alla cifra complessiva di mezzo milione di euro.

Poste garantisce il rimborso

Poste Italiane precisa come l’attività per prevenire gli illeciti, che attuano costantemente, abbia portato alla luce «alcune anomalie presso l’ufficio postale di Rovetta». E proprio queste anomalie «hanno determinato l’immediato avvio di verifiche interne e delle indagini da parte delle forze dell’ordine, alle quali l’azienda sta assicurando la massima collaborazione». Inoltre, Poste Italiane «parte lesa nella vicenda, si impegna a garantire agli aventi diritto il rimborso delle somme indebitamente sottratte e rende noto di aver già adottato provvedimenti nei confronti della dipendente, licenziata a seguito delle gravi irregolarità accertate». Al suo posto le Poste hanno nominato una collega che già lavorava nello stesso ufficio.

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