Tra gli escursionisti e sui social esplode la «crocus-mania» - Le foto delle fioriture

IN QUOTA. Un fenomeno di rara bellezza che gli escursionisti non possono non immortalare.

Dopo aver riposto sci e ciaspole in soffitta, e in attesa dell’apertura dei rifugi in quota, gli appassionati di montagna hanno imparato a dedicare i mesi primaverili alla ricerca fotografica delle fioriture di crochi (Crocus albiflorus), erbacee perenni che colorano i pascoli alpestri in seguito alla progressiva scomparsa della neve.

La «caccia» ai crochi, diventata quasi maniacale, trova ampio spazio sui social, dove la domanda più ricorrente riguarda i luoghi dove sia possibile imbattersi nelle fioriture: Cimon della Bagozza, Zuccone, Campelli, San Simone, lago Branchino, Alta Val Sedornia, Passo Manina o laghi di Cardeto, solo per citarne alcuni dei più conosciuti.

Ma occorre precisare che non esistono zone in cui si possa avere la certezza di individuarli, poiché questi contesti naturalistici risultano legati alle mutevoli condizioni meteo, all’esposizione del versante, al soleggiamento e conseguente sfioritura; per lo stesso motivo, ma soprattutto per la differente quantità di neve, non è detto che li si trovi nello stesso luogo nello stesso periodo dell’anno prima. Se la ricerca risulta proficua, però, il colpo d’occhio su queste enormi distese fiorite lascia senza parole.

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