Valbondione, slavina verso il Curò. L’allarme: «Pericolosissimo salire sulla via Panoramica»
IL FATTO. Escursionista recuperato in elicottero e un altro si è salvato aggrappandosi ad arbusti. Il Soccorso alpino: serve equipaggiamento adeguato.
Le belle giornate, con temperature ormai pienamente primaverili in paese, stanno spingendo in questi giorni tante persone in montagna. Ma la differenza tra le condizioni che si incontrano nel fondovalle e quelle dei sentieri in quota ha fatto scattare l’allarme sicurezza. Tra i tanti escursionisti di questi giorni c’è infatti chi è partito dai paesi in basso con scarpe da trekking estive e si è trovato poi ad affrontare dei rischi, trovandosi su neve o ghiaccio intorno a quota duemila, o anche più in basso.
È capitato per due volte - venerdì pomeriggio e sabato mattina - sul territorio di Valbondione, dove un grosso problema di sicurezza si registra sul sentiero che conduce al rifugio Antonio Curò.
Poco prima di giungere al rifugio, lungo il sentiero 305, noto come «panoramica», è presente infatti un grosso accumulo di neve.
«Si tratta di una vecchia slavina, dove sono presenti ancora neve dura e ghiaccio - spiega Stefano Piffari, della stazione di Valbondione del Soccorso alpino -. Chi percorre il sentiero, a cinque minuti dall’arrivo al rifugio, deve attraversare un pendio di una cinquantina di metri, sotto cui c’è un precipizio di quasi duecento metri. Il punto è sempre stato pericoloso: negli anni scorsi sono accaduti diversi incidenti mortali».
Escursionista salvato in elicottero
E il rischio che anche quest’anno accada un incidente grave c’è. Venerdì pomeriggio un escursionista è stato tratto in salvo con l’intervento dell’elisoccorso, dopo che lui stesso si è reso conto di essere in pericolo e ha allertato i soccorsi. «Sabato mattina non sono intervenuti i soccorritori, ma un altro escursionista ha corso un rischio ancor più grave - riferisce Piffari -. Dopo essere scivolato, è riuscito ad attaccarsi a degli arbusti e a risalire da solo, ma ha rischiato di precipitare».
«Utilizzare il sentiero invernale»
Forte, dunque, la raccomandazione ad evitare questo sentiero, da cui in questi giorni sono passate tante persone non adeguatamente attrezzate. «Ancora per un mesetto chi vuole salire al Curò deve percorrere il sentiero invernale, il 332: molti non lo conoscono, ma è l’unico sentiero sicuro se si vuole salire quando ci sono neve e ghiaccio».
«Non bisogna farsi ingannare dalle condizioni che si trovano in paese - conclude Piffari -. In quota c’è pericolo: bisogna essere attrezzati con ramponi e piccozze se si vuole andare su neve e ghiaccio».
Da parte del Soccorso alpino viene rinnovato comunque l’invito generale alla prudenza, in particolare quello a dotarsi di un equipaggiamento adeguato se si intende salire a quote elevate. «Non bisogna farsi ingannare dalle condizioni che si trovano in paese - conclude Piffari -. In quota c’è pericolo: bisogna essere attrezzati con ramponi e piccozze se si vuole andare su neve e ghiaccio».
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