(Foto di Yuri Colleoni)
SOLIDARIETÀ. Le strumentazioni sono state acquistate grazie a una donazione di 30mila euro della Fondazione Bcc Milano.
Un broncoscopio, una sonda-ecografo munita di tablet, due defibrillatori semiautomatici. In più, una serie di letti e lettini, tra cui uno pediatrico, due montessoriani, un Bobath riabilitativo e un letto musicale ad acqua. Il tutto completato da una struttura componibile e morbida a scopo ludico.
Sono di livello «top» le ultimissime dotazioni della Casa Minori e Famiglia Marina Lerma della Fondazione Angelo Custode, la struttura inaugurata lo scorso giugno e dedicata alla cura e alla riabilitazione di bambini disabili gravi e gravissimi come ampliamento della Casa Amoris Laetitia. Sono state acquistate grazie a una donazione della Fondazione Bcc Milano di 30mila euro, e presentate ieri mattina. Si tratta di strumenti molto diversi tra loro, appartengono agli ambiti dell’area medica (per una più sviluppata autonomia nella gestione delle emergenze e della diagnosi clinica) e di quella puramente riabilitativa. Ma concorrono, in ultima analisi, a un unico scopo: curare e monitorare meglio i piccoli pazienti (in struttura attualmente ce ne sono undici, ma i posti disponibili sono venti), ed evitare loro, il più possibile, il rientro in ospedale, sempre traumatico. Così potranno sempre sentirsi davvero «a casa».
«In posti come questo ci si ricorda dei veri valori della vita, quelli che, presi come siamo dal lavoro di tutti i giorni, tendiamo a dimenticarci»
Giuseppe Giovanelli, direttore dell’Angelo Custode, ha spiegato che «il primo incontro con il presidente e il vicepresidente della Fondazione Bcc Milano, Giuseppe Maino e Francesco Percassi (presente anche il segretario generale Eurgenio Comincini), risale ai mesi scorsi, quando erano venuti a conoscerci». Si può ben dire che la reciproca conoscenza abbia portato frutti concreti, che colpiscono il cuore. A cominciare da quello del presidente Maino, che di primo mattino ha fatto un giro per la struttura a stretto contatto con medici, infermieri, volontari.
Messo da parte il discorso ufficiale che si era preparato, ha detto: «In posti come questo ci si ricorda dei veri valori della vita, quelli che, presi come siamo dal lavoro di tutti i giorni, tendiamo a dimenticarci. Fare una donazione a questa struttura per noi è un onore. Siamo noi che ringraziamo loro. Oggi ho provato l’emozione di aver contribuito alla vita di questi bambini». Poi ha aggiunto, rivolgendosi a Giovanelli e a Maria Luisa Galli, responsabile dell’Area minori dell’Angelo Custode: «Voi siete gli attori sociali che sostituiscono lo Stato. Dovrebbe essere il contrario. A maggior ragione continueremo a investire nel sociale, a Bergamo città, in Valle Seriana e in Valle Brembana. Siamo nati da poco con una dotazione di 12 milioni, e altri 12 si aggiungono quest’anno». Quanto alla «Marina Lerma», ha concluso, «non si tratta di “una tantum”. Se avrete bisogno, saremo ancora qua».
Maria Luisa Galli ha spiegato: «L’anno scorso non avevamo contemplato questi nuovi strumenti, i bisogni sono cambiati lungo il percorso. Mettere a fuoco le esigenze è stato possibile grazie a un lavoro di squadra a partire dalla lettura dei bisogni dei bambini. Volevamo risolvere internamente certe necessità per evitare pronto soccorso e rientro in ospedale». Della «squadra» hanno fatto parte il medico anestesista Filippo Mamprin, la fisioterapista Federica Beccarelli, il medico Chiara Bettini e ovviamente Chiara Barboni, responsabile sanitaria di Casa Amoris Laetitia, che sottolinea «l’attenzione che occorre dedicare ai bambini, per riacutizzazioni e controlli». Il broncoscopio è già stato usato per una piccola paziente in cui era sorta una difficoltà respiratoria, Mamprin ne ha elogiato l’elevatissima qualità tecnica: «È uno strumento in uso anche nella Terapia intensiva pediatrica del Papa Giovanni, serve non solo a scopo diagnostico ma anche ad aspirare secrezioni e a disostruire le vie aeree». La sonda ecografica portatile, poi, «è non solo utile all’operatore, ma rassicurante per il bambino, che non viene nemmeno spostato dal suo letto». Invece la terapista Beccarelli definisce «una chicca» il letto musicale ad acqua destinato a una delle stanze «immersive» studiate e realizzate con il Politecnico di Milano: «Il materasso ad acqua trasmette le vibrazioni dei bassi musicali, a beneficio dei bambini con privazioni sensoriali, inoltre permette di ottenere rilassamento e di lavorare sul senso dell’equilibrio».
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