Volontariato / Val Calepio e Sebino
Giovedì 08 Gennaio 2026
Il teatro, esperienza di crescita personale e comunitaria
«OLIVE A PARTE». L’associazione opera nell’Alto Sebino, premiata nella categoria che ricorda Carlo Vimercati. Fondata da giovani, coinvolge 500 allievi delle scuole.
Nata da un gruppo di giovani e da una passione condivisa, l’associazione Olive a pArte è oggi una realtà culturale e sociale radicata nel territorio dell’Alto Sebino (ma non solo), capace di tenere insieme teatro, formazione, volontariato e comunità. Un cammino iniziato nel 2013 a Lovere e che nel tempo ha saputo crescere, mantenendo una forte dimensione collettiva. «Siamo nati quando avevamo poco più di vent’anni - racconta il vice presidente Tiberio Ghitti, attore 33enne di Lovere e fra i fondatori -. Per noi fare teatro era un modo sano di stare insieme, divertirci, costruire relazioni. Ci siamo accorti che sul territorio mancavano proposte per giovani e giovanissimi che volessero avvicinarsi al teatro. E da questa consapevolezza è partito tutto».
Insieme ad altri coetanei (c’era l’attuale presidente Andrea Cottinelli) e con il sostegno di don Claudio Laffranchini, il gruppo ha dato vita a un’associazione che mette al centro la pratica teatrale come esperienza di crescita personale e comunitaria.
Il nome, Olive a pArte, invece è arrivato per caso nel 2013, durante una cena organizzata per festeggiare la fine del primo corso: «Attorno al tavolo ci stavamo interrogando sul tema. Qualcuno, in quel momento, ordinò una pizza specificando al cameriere di mettere le “olive a parte” - ricorda Ghitti -. La cosa ci fece ridere. È rimasto come simbolo di un gruppo che si riconosce nelle relazioni e nello stare insieme».
Da passione a professione
Negli anni alcuni dei fondatori hanno trasformato quella passione in una professione, studiando teatro in Italia e all’estero: «Siamo tornati con la voglia di mettere a frutto quello che avevamo imparato - continua - perché, se ci sono idee e progettualità, la provincia non ha nulla da invidiare alle grandi città».
Accanto ai corsi teatrali per tutte le età (dai 3 anni), «Olive a pArte» ha avviato i laboratori nelle scuole e si è specializzata nel teatro sociale, lavorando in contesti di fragilità e in istituti di detenzione, e in collaborazione con realtà che si occupano anche di salute mentale: «Il fare teatro oggi è uno strumento potentissimo - è convinto Ghitti -, perché permette alle persone di mettersi in gioco, di conoscersi, di crescere e stare insieme». Oggi l’associazione coinvolge circa settanta allievi nei corsi interni mentre, se si considerano anche gli studenti nelle scuole, si arriva a circa 500 allievi. A tutto questo si affiancano poi la produzione di spettacoli e l’organizzazione di eventi culturali.
«Centrale, fondamentale» è il ruolo dei volontari, una ventina fra giovani e adulti: «Molti arrivano da noi perché ci incontrano a scuola o durante un evento - dice -, e scoprono che è un modo bello e concreto di impegnarsi e attivarsi attraverso la cultura».
I progetti in cantiere
L’impegno delle «Olive» («Fra noi ci chiamiamo scherzosamente così», rivela) è stato riconosciuto anche dal premio «Bergamo Terra del Volontariato», organizzato da Csv Bergamo in collaborazione con «L’Eco di Bergamo», la Provincia e la Fondazione della Comunità Bergamasca. Nello specifico il gruppo è stato premiato nella categoria che ricorda Carlo Vimercati, presidente e fondatore di quest’ultima. E per il futuro? «Stiamo intensificando la parte di teatro sociale nelle scuole e torneremo a produrre. In estate - conclude - parteciperemo a un festival in Portogallo dove porteremo uno spettacolo in lingua greca».
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