«Zlaghoda», da Bergamo sostegno alla popolazione ucraina ferita
L’ASSOCIAZIONE. Nata 8 anni fa per custodire lingua e tradizioni, il nome significa armonia. La svolta nel 2022 con l’invasione russa. «Da allora tutte le nostre energie per l’emergenza».
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Nata per custodire lingua e tradizioni ucraine soprattutto tra le nuove generazioni, oggi è diventata un punto di riferimento per la solidarietà verso una popolazione segnata dalla guerra. È la storia di Zlaghoda odv, associazione che ha appena celebrato gli otto anni dalla fondazione e che continua a operare tra Bergamo e l’Ucraina con progetti educativi e umanitari. «Zlaghoda significa armonia», spiega la presidentessa Olga Golovchak. E il nome racconta bene le origini dell’associazione, nata nel 2018 dall’esperienza della scuola del sabato «Fiori d’Ucraina», frequentata da bambini e ragazzi desiderosi di mantenere vivo il legame con la lingua e la cultura del Paese d’origine: «Molti dei nostri studenti - prosegue - crescono in famiglie miste, con un genitore ucraino e uno italiano. La scuola, che nello scorso anno ha visto 35 partecipanti, permette loro di conoscere le proprie radici attraverso la lingua, la letteratura, il canto e le tradizioni popolari».
Gli aiuti umanitari
La svolta arriva nel 2022. Con l’invasione russa dell’Ucraina, quella che era un’associazione di promozione sociale si trasforma rapidamente in «una realtà di volontariato per aiutare le persone nel momento del bisogno». «Nei primi giorni – ricorda - ricevevamo continue richieste da parte di cittadini pronti ad aiutare. Abbiamo capito che dovevamo mettere tutte le nostre energie al servizio dell’emergenza». Da allora l’attività si è concentrata soprattutto sugli aiuti umanitari. In quattro anni sono state inviate in Ucraina quattro ambulanze, mentre una quinta è pronta a partire. A queste si aggiungono oltre 30 camion di aiuti logistici e alimentari. E nelle scorse settimane un nuovo carico di dodici tonnellate ha portato letti ospedalieri, generi alimentari, vestiti e prodotti per l’assistenza sanitaria. Tra i progetti più recenti c’è «Sos Riscalda Ucraina»: «Promosso per far fronte alla crisi energetica e in stretta sinergia con il Comune di Bergamo e Confcommercio, ha visto la partecipazione di numerose aziende del territorio e privati cittadini che hanno contribuito alla donazione dei generatori di corrente e di pannelli solari - aggiunge -. I dispositivi sono tutti arrivati a destinazione e sono ora operativi per garantire energia e continuità assistenziale nelle strutture ospedaliere di primo soccorso nelle regioni del conflitto».
L’associazione continua a investire nelle relazioni. Ne è un esempio «Regala un sorriso», un percorso ambizioso e un’iniziativa che al momento mette in contatto 24 famiglie italiane e altrettante famiglie ucraine con bambini disabili: «Non si tratta solo di inviare un pacco personalizzato un paio di volte all’anno - racconta Golovchak -. L’idea è creare un rapporto diretto tra persone che condividono esperienze e difficoltà. Ci piacerebbe se questo progetto potesse durare nel tempo e crescere». Per la presidentessa, il valore più grande resta proprio questo: creare empatia, costruire vicinanza. «Dopo oltre 4 anni di guerra gli ucraini sono stanchi ma non hanno perso la volontà di resistere e di vivere. Per questo ogni gesto conta. Anche una piccola donazione o un semplice messaggio possono ricordare a chi vive sotto le bombe che non è solo, non è dimenticato». Pensiero che sarà al centro anche della «Corsa solidale in memoria dei caduti» che si terrà al Parco della Trucca a fine agosto. Per questa edizione «invitiamo le società, i gruppi podistici e gli atleti locali a unirsi a noi in questa iniziativa. Lo sport è uno strumento straordinario di pace, unione e solidarietà. Abbiamo - conclude - bisogno del vostro supporto per rendere questa giornata un grande momento di condivisione».
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