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La tendenza a preferire le città di provincia ai centri nevralgici mondiali: perché gli italiani sono stanchi delle capitali sovraffollate

Monkey Forest Street a Ubud a mezzogiorno. Tra i bar che servono frullati e i negozi di souvenir, non si vedono né scimmie né templi: solo turisti che seguono gli stessi itinerari tratti dalle stesse guide turistiche, fotografando gli stessi luoghi dagli stessi angoli. Tokyo durante la stagione della fioritura dei ciliegi o Bangkok durante le vacanze di Capodanno sembrano molto simili. Il sogno di un’esperienza unica si trasforma in lunghe code, mezzi di trasporto affollati, prezzi gonfiati e la sensazione che la vacanza si trascorra in mezzo alla folla.

Sempre più viaggiatori italiani stanno facendo una scelta diversa. La tendenza è quella delle “città secondarie”: altrettanto vivaci, ma più tranquille, più autentiche e piene di vita. Tuttavia, più ci si allontana dalle capitali dotate di infrastrutture turistiche sviluppate, più la connettività diventa fondamentale. Muoversi in quartieri sconosciuti, trovare un alloggio in piccole città o superare le barriere linguistiche senza un traduttore sono tutte situazioni che richiedono un accesso affidabile alla rete, che i fornitori di eSIM di nuova generazione come Yesim sono in grado di garantire.

Un’uscita in grande stile dai percorsi da cartolina

I numeri parlano da soli. Secondo Skyscanner, il 34% dei viaggiatori cerca attivamente destinazioni più tranquille, mentre il 32% ammette che il sovraffollamento ha già rovinato la propria esperienza turistica. Secondo Expedia, il 63% dei consumatori è disposto a includere nel proprio prossimo viaggio una destinazione alternativa, ovvero una località vicina a un luogo turistico famoso o che ne sostituisca tale.
Si tratta di una tendenza a livello mondiale. Ad esempio, il Giappone sta lanciando campagne regionali per distribuire i turisti al di fuori di Tokyo, mentre l’Indonesia sta sviluppando cinque destinazioni prioritarie al di fuori di Bali.

Cosa c’è che non va nelle città di “primo livello”

Roma, Tokyo e Bangkok non sono peggiorate: sono semplicemente diventate più prevedibili. Un unico percorso, gli stessi punti panoramici, milioni di scatti identici. I quartieri autentici vengono sostituiti da negozi di souvenir e i prezzi sono determinati dai budget dei turisti piuttosto che dall’economia locale. Le città reagiscono con misure restrittive: Venezia ha introdotto un biglietto d’ingresso, Barcellona vieterà gli appartamenti turistici entro il 2028 e Santorini limita il numero di passeggeri delle crociere.
Ma basta allontanarsi un po’ dai percorsi più battuti per scoprire un altro aspetto di questi Paesi. Più intimi, questi luoghi permettono ai viaggiatori di vivere appieno l’atmosfera del luogo. In Giappone c’è Kanazawa, con i suoi giardini e le sue piccole botteghe dove non si fanno code. In Thailandia, Chiang Rai permette ai visitatori di ammirare il Wat Rong Khun senza la folla.

Perché la connettività è ancora più importante nelle città secondarie

In una città turistica, le infrastrutture sono a vantaggio dei viaggiatori: ci sono cartelli in diverse lingue, il Wi-Fi ovunque e uffici di informazione ad ogni angolo. Nelle altre città, invece, un navigatore, un traduttore e le app di messaggistica diventano strumenti indispensabili.
Cercare un alloggio, un mezzo di trasporto o un ristorante in tempo reale senza l’aiuto degli operatori turistici, oppure contattare il proprietario di un immobile in un quartiere che non si conosce: sono situazioni che si gestiscono facilmente alla reception di un hotel in una capitale, ma che in un’altra città richiedono una connessione Internet stabile.

Quando i modi abituali di restare in contatto smettono di funzionare

Più un viaggio si discosta dai canoni tradizionali, meno efficaci risultano le opzioni di connettività tradizionali. Il roaming con il proprio operatore rimane la soluzione più ovvia, ma spesso risulta troppo costoso per chi desidera viaggiare in libertà senza dover tenere d’occhio ogni megabyte. Acquistare una scheda SIM locale richiede tempo e comporta la necessità di comprendere le tariffe in una lingua che non si conosce. Il Wi-Fi pubblico è utile solo in alcuni casi e non è adatto a un itinerario basato sulla libertà di movimento e sulle decisioni spontanee. Un’alternativa è rappresentata dalla tecnologia eSIM, che semplifica tutte queste procedure e può essere adattata in modo flessibile alle esigenze del viaggio.

Un unico profilo per l’intero viaggio

L’eSIM è un microchip integrato in uno smartphone o in un altro dispositivo che consente di scaricare e attivare da remoto i profili degli operatori di telefonia mobile. Il provider Yesim offre una soluzione flessibile per l’accesso wireless a Internet in mobilità, particolarmente comoda per chi viaggia in destinazioni meno battute. Grazie al servizio eSIM, gli utenti hanno una visione chiara del proprio piano tariffario e del limite di dati, evitando così di trovarsi a dover pagare costi imprevisti al ritorno dal viaggio, come invece può accadere con il roaming.
Tra i principali vantaggi vi è il passaggio automatico alla migliore rete disponibile tra quelle di oltre 800 operatori partner, garantendo la copertura anche nelle zone di provincia del Giappone, nelle medine marocchine o nelle regioni montuose della Thailandia. Non è necessario preoccuparsi dei dettagli tecnici: l’app seleziona automaticamente la rete ottimale.
Per i viaggi in più paesi, i piani globali sono la soluzione ideale: il Global Package (oltre 80 Paesi), il Global Plus Package (oltre 140 Paesi) e il piano Pay & Fly con formula a consumo: una sola eSIM valida in 170 Paesi, in cui paghi solo i dati che consumi effettivamente.
Puoi installare l’eSIM tramite l’app mentre sei ancora a casa e attivarla una volta arrivato, così il tuo smartphone sarà pronto all’uso fin dal primo minuto in aeroporto. Per chi desidera provare prima la qualità della connessione, è disponibile un piano di prova: 500 MB a 0,50 €.
I nuovi utenti possono utilizzare il codice promozionale GETYESIM15 per ottenere uno sconto del 15%.

Tre coppie: dove cercare alternative alla scelta più ovvia

Giappone: Tokyo → Kanazawa. Tokyo rimane il simbolo principale del Giappone, ma molti viaggiatori trovano la sua vastità e il suo ritmo frenetico estenuanti. Kanazawa rappresenta un’alternativa più compatta e tranquilla. Conserva quartieri storici dei samurai e delle geisha, il giardino Kenrokuen e laboratori artigianali non pensati per i turisti. Il mercato del pesce è uno dei migliori del Paese, e la cucina non è adattata agli stranieri. Tutto è raggiungibile a piedi, senza quella sensazione opprimente tipica di una metropoli senza fine. Si trova a sole 2 ore e mezza da Tokyo in treno ad alta velocità, il che rende facile visitare entrambe le città in un unico viaggio.
Marocco: Marrakech → Fez. Marrakech è la destinazione marocchina più famosa, ma la sua popolarità spesso rende l’esperienza troppo affollata, rumorosa e scontata. Fez, invece, conserva una medina del XIII secolo: la più grande area urbana al mondo chiusa al traffico automobilistico e priva di autobus turistici. Le concerie di Chouara funzionano ancora come settecento anni fa, e sembra proprio di trovarsi di fronte a una vera e propria attività produttiva piuttosto che a un’attrazione turistica. Qui i ristoranti, i riad e le escursioni non applicano prezzi gonfiati basati sulla reputazione. Ma soprattutto, la vita quotidiana del posto non è stata soppiantata dal turismo.
Thailandia: Bangkok → Chiang Mai. Bangkok è una città che colpisce, ma che presto finisce per stancare a causa della sua densità e del rumore. Chiang Mai accoglie i visitatori all’interno delle sue antiche mura: oltre 200 templi buddisti ancora in uso, nessuno dei quali è stato trasformato in museo. Con i ritmi di Chiang Mai, è possibile spostarsi comodamente in bicicletta invece di prendere il taxi. La natura è a portata di mano: escursioni in montagna, cascate e villaggi delle minoranze etniche si trovano a solo un’ora dal centro. La cucina del Nord merita una menzione speciale in quanto tradizione culinaria a sé stante. Non è il tipo di cucina thailandese che si trova nei quartieri turistici di Bangkok.

Città che non sono ancora stanche dei visitatori

Scegliendo città meno conosciute, non rinunci a vivere esperienze intense. Si tratta semplicemente di un modo di viaggiare che si discosta dai soliti schemi turistici, in cui l’obiettivo principale è arrivare in luoghi già affollati.
Per gli italiani stanchi delle capitali sovraffollate, le città di provincia sono diventate una scelta naturale: meno rumore, meno prezzi gonfiati a causa della popolarità e più libertà. E più il percorso si allontana dalle infrastrutture turistiche tradizionali, più i servizi eSIM di nuova generazione come Yesim diventano parte integrante del viaggio, senza sorprese legate al roaming né la necessità di cercare schede SIM locali.

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