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Bandi per l’agricoltura, centinaia di milioni in arrivo. Parola d’ordine: innovare

Articolo. Fare impresa nel settore agricolo e nella filiera legata all’agroalimentare è sempre più complicato. Anche sui campi e nelle aziende agricole, infatti, la parola d’ordine è innovare, continuamente. In arrivo ci sono milioni di finanziamenti: iscriviti al webinar gratuito per scoprire come ottenerli.

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Fare impresa nel settore agricolo e nella filiera legata all’agroalimentare è sempre più complicato. Anche sui campi e nelle aziende agricole, infatti, la parola d’ordine è innovare, continuamente. Per diversificare la produzione, e renderla nel contempo fruibili tutto l’anno; per innalzare la qualità dei prodotti; per incrementare le quote delle coltivazioni biologiche, sempre più richieste dal mercato.

Il tutto garantendo la massima sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e dei vari processi interessati dalla filiera integrata ambientale. Chiaro che per ottenere tutto ciò sono necessari continui nuovi investimenti, e spesso la differenza la fanno i finanziamenti pubblici.

A guidare gli aiuti è la commissione europea, con il programma di sviluppo rurale attivato tramite il Fondo europeo agricolo, con la co-partecipazione di Stato e Regioni. Negli ultimi sette anni i finanziamenti pubblici per lo sviluppo rurale della Lombardia sono stati pari ad oltre 1.142 i milioni di euro;. Il nuovo programma europeo 2021-2027 (con oltre 386 miliardi di euro complessivi) è pronto a rinnovare l’aiuto al settore primario.

Bandi a fondo perduto, non perdete il prossimo webinar

In vista degli imminenti appuntamenti con i bandi legati al PSR, consiglio di non perdere il webinar, gratuito, organizzato da Skille nella mattinata di mercoledì 14 aprile (a partire dalle 11.45).

Sarà intitolato “PSR LOMBARDIA e ISMEA - Le opportunità e i nuovi fondi 2021 per le aziende agricole e agroindustriali”. Camillo Zola, esperto di Europartner - realtà tra le più attive a livello europeo nel settore dei bandi pubblici e della finanza agevolata, - oltre a spiegare nel dettaglio i finanziamenti a fondo perduto, sarà a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti.

Per partecipare gratuitamente a questo webinar basta iscriversi compilando questo modulo

Skille - webinar - 14 aprile

«Il PSR Piano di Sviluppo Rurale di Regione Lombardia - spiega Zola - è lo strumento a programmazione settennale che utilizzando finanziamenti europei offre contributi e sostegni agli imprenditori agricoli e forestali lombardi e alle aziende di trasformazione dei prodotti agricoli di base, avendo tra gli obiettivi prioritari l’innovazione e il rispetto dell’ambiente. In considerazione del periodo attuale tutti i programmi di finanziamento si trovano in uno stato di transizione con la possibile previsione di ricevere ulteriori stanziamenti comunitari per gli anni 2021 e 2022 e ciò potrà comportare la pubblicazione di nuovi bandi in grado di offrire ulteriori opportunità per il mondo agricolo lombardo».

ISMEA è l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che offre tra gli altri servizi anche interventi finanziari per imprese agricole e agroalimentari italiane. «Il webinar - spiega Zola - intende offrire una panoramica delle caratteristiche, dei requisiti e delle intensità di contributo e finanziamento di alcune misure di agevolazione previste dal PSR Lombardia e da ISMEA con un focus specifico su: PSR Operazione 4.1.01 contributi a fondo perduto per aziende agricole; PSR Operazione 4.2.01 contributi a fondo perduto per aziende agroindustriali; PSR Operazione 6.1.01 incentivi per i giovani agricoltori, premio fino a 40.000 euro a fondo perduto; ISMEA Imprenditoria femminile in agricoltura mutuo agevolato a tasso zero».

«I bandi di alcune misure sono già aperti, - prosegue Zola -, altri sono in possibile pubblicazione. Il webinar offrirà una panoramica delle opportunità finanziarie e una condivisione delle opportunità di intervento offerte dalle misure nel corso dell’anno 2021 agevolando le valutazioni sulla possibile programmazione degli investimenti da parte delle aziende partecipanti».

Alla Lombardia 1,14 miliardi in 7 anni

La partecipazione pubblica per priorità in Lombardia

Negli ultimi sette anni sono stati oltre 1.142 i milioni di euro (tra cui circa mezzo miliardo da parte del Fondo europeo agricolo) destinati dalla finanza pubblica alla nostra regione per il proprio sviluppo rurale.

Una somma quanto mai preziosa per le nostre realtà, andata in particolare a potenziare la competitività agricola e la redditività delle aziende del settore (con oltre 590 milioni di euro, pari al 36% delle spese complessive), a preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e foreste (464 milioni di euro), e incentivare un uso efficiente di risorse, il passaggio a economia con basse emissioni di carbonio e resiliente al clima (222 milioni di euro).

In base al nuovo programma di finanziamenti europei 2021-2027 (oltre 386 i miliardi di euro complessivi) definito dalla Commissione europea per politica agricola comune (Pac), tra poco saranno a disposizione delle nostre imprese dell’agroalimentare e dell’agroindustria, altre cospicue risorse in grado di far svoltare (in positivo) le loro attività.

Protagoniste nei campi e nell’accesso ai finanziamenti

Tra le protagoniste del nostro territorio, sui campi ma anche nell’affrontare l’iter che porta ai finanziamenti pubblici, nelle scorse puntate abbiamo già avuto modo di apprezzare Isola Verde, organizzazione di produttori (Op) di Telgate.

Costituita nel 2014, oggi l’Op conta diciannove soci, distribuiti tra la nostra provincia e quella di Salerno. Ben 320 gli ettari di terreno coltivati complessivamente dall’Op specializzata nella produzione e commercializzazione di insalate baby leaves (sia integrata che biologica, quest’ultima in costante aumento), 225 dei quali lavorati in grandi serre (multi tunnel) che consentono di utilizzare al meglio anche i macchinari più grandi e all’avanguardia del settore, in grado di garantire la massima precisione e sicurezza.

Continui investimenti in nuove tecnologie resi possibili anche dalla capacità dell’Op bergamasca di intercettare i contributi di diversi bandi, soprattutto regionali (legati al Programma di sviluppo rurale) ma anche europei, per i quali è tassativo essere una Op, ovvero un contenitore di produttori in grado di presentare un piano operativo.

«Essere una Op porta dei vantaggi legati all’utilizzo del piano operativo - spiega Giuseppina Pezzali, direzione vendite e fondatrice dell’Op Isola Verde - attraverso il quale i nostri agricoltori possono acquistare macchinari ed attrezzature evolute per rendere più performante l’attività di semina e di raccolta, oltre a mezzi tecnici quali, ad esempio, teli per la solarizzazione e per l’ombreggiamento. Poi ci sono i piani di sviluppo rurale (PSR) che possono essere eseguiti dalle singole aziende agricole, sempre con l’obiettivo di innovare l’azienda, o dalla Cooperativa che svolge le “lavorazioni”».

 

Tra le serre dell’Op Isola Verde: i macchinari acquistati con i finanziamenti europei

 

«Grazie al PSR - prosegue Pezzali, per tutti Giusy - la nostra Cooperativa ha potuto acquistare, ad esempio, una macchina che consente di pallettizzare in modo automatico il prodotto finito destinato alla vendita, alleggerendo il lavoro dell’operatore posto a fine linea. Le aziende agricole hanno poi partecipato a bandi del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) per l’innovazione tecnologica in agricoltura: abbiamo così potuto fare ricerca varietale delle sementi, sperimentazioni in campo e sui metodi di coltivazione».

Pioniera dell’agricoltura 4.0

L’Op di Telgate è tra le pioniere dell’agricoltura 4.0, acquistando macchinari innovativi e interconnessi con gli altri strumenti aziendali (come ad esempio il programma che gestisce i quaderni di campagna), al fine d’avere dati in tempo reale e poter prendere delle decisioni in modo più tempestivo. A Telgate sottolineano che a volte non è semplice capire cosa si nasconde dietro all’iter di un bando.

L’investimento migliore per superare tali ostacoli sta nel rivolgersi a società di consulenza specializzate nel settore: i contributi pubblici sono tanti, ma nessuno regala nulla, l’improvvisazione è bandita.

«Per riuscire ad essere performanti, cercando di cogliere tutte le varie possibilità che ci vengono offerte - rimarca ancora Giusy Pezzali,- in azienda è stato creato un team che collabora in maniera sinergica valutando le opportunità, per poi metterle in pratica. Le figure chiave in tal senso riguardano il legale rappresentante di Cooperativa Isola Verde, attento e “sviluppatore” della parte agronomica, e l’Amministratore Unico di OP, fronta a cogliere qualsiasi mirino segnale da parte del mercato e dei clienti. Oltre a loro poi, agronomi, tecnologi alimentari e contabili deputati alla parte più burocratica».

 

Guardando le bellissime immagini scattate sui campi, chissà quante persone sarebbero pronte a lasciare la routine del lavoro in ufficio, “dialogando e litigando” ore e ore con un computer. «Fare gli agricoltori non è facile - osserva Giusy Pezzali - il lavoro nei campi non si ferma mai, non esistono domenica o feste comandate, perché l’agricoltura, seguendo i ritmi della natura e non può essere racchiusa in toto in un processo industriale. Naturalmente gestiamo e organizziamo le rotazioni del personale in modo che tutti possano usufruire di riposi, ferie, permessi, ma c’è sempre tanto da fare. Abbiamo però un dinamismo molto forte che ci porta a non fermarci quasi mai».

«Non è sempre facile trasferire ai nostri clienti (soprattutto al consumatore finale) tutti gli sforzi e quello che sta dietro ad una semplice busta d’insalata. Se posso permettermi una battuta, qualcuno pensa ancora che l’ortofrutta “cresca sui banchi del supermercato”. In pochi si rendono conto che di fatto non ci sono più le stagionalità, con tutte le difficoltà produttive che questo comporta, soprattutto nei periodi più freddi o caldi (in entrambi i casi a livello agricolo è un dispendio di risorse e di sforzi soddisfare le richieste dei clienti che mal sopportano i buchi produttivi). Ben vengano gli aiuti finanziari europeo e regionali, che ci consentono di migliorare costantemente la nostra filosofia aziendale».

Il ritorno dei giovani all’agricoltura

Le aziende bergamasche con titolari under 40

Il ritorno all’agricoltura da parte dei giovani è uno degli aspetti più positivi per il settore primario. Nuove forze lavoro e nuove idee, con una ampio ricorso all’hi-tech , per un’agricoltura sempre più innovativa. Dall’elaborazione della Camera di Commercio di Bergamo su dati Infocamere, risulta evidente come, negli ultimi 5 anni, a fronte di una riduzione del numero di aziende dell’agroalimentare (codice Ateco A01) passate dalle 4.885 del 2015 alle 4.748 del dicembre scorso, è corrisposto un incremento del numero delle imprese individuali con titolari sotto i 40 anni, cresciute dalle 583 di cinque anni fa alle 667 (+14%) del dicembre 2020.
Va precisato che normalmente le imprese giovanili si riferiscono a titolari under 35 anni, più in generale, tenendo conto di tutto il settore primario (codice Ateco A) e delle industria alimentare e bevande, siamo passati da 5.661 imprese nel 2015, tra cui 656 elle imprese individuali con titolari sotto i 40 anni, a 5.492 imprese, tra cui 731 imprese individuali con titolari sotto i 40 anni. Al calo delle imprese femminili si è registrato un leggero aumento di quelle con titolari stranieri.

Molto probabile che tale incremento sia dovuto anche ai finanziamenti europei e regionali dedicati con uno specifico bando ai giovani agricoltori under 40 anni, oggetto insieme alle altre due misure (con contributi a fondo perduto) dedicate alle aziende agricole e a quelle agroindustriali del prossimo webinar di Skille.

Le Selvagge è nata “sfidando” il primo lockdown nazionale

L’azienda agricola Le Selvagge rappresenta uno degli esempi più interessanti sul ritorno dei giovani in agricoltura. Nata a ridosso del primo lockdown nazionale (marzo 2020), l’azienda agricola “Le selvagge di Rossi Marco” si trova in località Bastia, lungo la strada che collega Nembro con Lonno, frazione immersa nel verde della Comunità Montana della Valle Seriana, con spettacolare vista a 360 gradi sulle Valli, Bergamo e la Pianura.

Le “selvagge” in questione sono le 1.600 splendide galline ovaiole bio allevate da Marco Rossi allo stato brado, «garantendo loro - spiega il titolare - una vita felice e in armonia con la natura di cui sono parte. Ce le hanno consegnate il 27 febbraio, pochi giorni prima che bloccassero tutto per la pandemia. L’emergenza (sanitaria, prima, e poi anche economica) ci ha spronato ancora di più a portare avanti il progetto che ci eravamo prefissati, ovvero mettere al centro del lavoro la tutela degli animali e dell’ambiente».

 

Le galline ovaiole bio allevate da Marco Rossi allo stato brado...

 

... e le loro uova

«Oggi le circa 1.500 uova prodotte giornalmente e consegnate freschissime a negozi di alimentari, ristoranti e privati, sono “certificate Bio”, perché ad alto valore nutrizionale, libere da antibiotici e forzature e cariche di tutta la biodiversità dei nostri boschi.

Un bel primo traguardo, ma che vediamo più come una buona base di partenza per conquistare altri importanti obiettivi, tenendo sempre al centro la qualità naturale del prodotto, la tutela degli animali e la sostenibilità ambientale».

Nuovi progetti chiedono nuovi investimenti

Ma l’Azienda agricola è soltanto all’inizio di un percorso che mette al centro il benessere dell’animale, la sostenibilità, la tecnologia e l’innovazione, con l’obiettivo di migliorarsi sempre di più. Marco Rossi, che ha già dimostrato di avere idee chiare e vincenti, oggi è affiancato da Luca Foresti nelle tante attività del quotidiano e i due hanno stilato dei nuovi progetti che vorrebbero sviluppare quanto prima e che necessitano di ulteriori importanti investimenti.

Parliamo di un ulteriore ampliamento e relativo accasamento di un altro migliaio di galline (sempre in linea con i principi che li hanno contraddistinti), e di nuovi investimenti nella mobilità elettrica, per consegnare i prodotti tutelando l’ambiente, e di connettere il pollaio in IoT con una serie di vantaggi.

Il pollaio connesso con l’Iot

«Grazie al pollaio connesso - spiegano i due - seguiamo passo passo i nostri animali, monitorando costantemente la loro salute. Ogni gallina ha una propria identità ed un anello hi-tech (innocuo e inoffensivo) che, con una tecnologia a radio frequenza, raccoglie ed analizza costantemente i dati, permettendoci di accudirle in tempo reale. L’obiettivo è la rilevazione continua di numerosi parametri ambientali, comportamentali e fisiologici degli animali per aumentare sempre più il loro benessere. L’innovazione quindi al servizio del benessere degli animali e dei loro prodotti».

 

Vista dall’alto del pollaio alla località Bastia

Parliamo quindi di investimenti importanti. L’azienda ha solo un anno di vita, e le risorse economiche di Rossi e Foresti sono quelle che sono. «Oltre ai nostri investimenti diretti e al coinvolgimento di amici che ci hanno supportato – sottolineano i due allevatori - ci stiamo muovendo per capire come riuscire a ottenere i finanziamenti previsti dal Programma di sviluppo rurale (Psr) della commissione europea, tramite Regione Lombardia: risorse importanti a fondo perduto che ci consentirebbero di dare una importante accelerata all’attività. Abbiamo superato l’età (anagrafica) prevista dal bando dedicato ai giovani agricoltori (massimo 40 anni, non compiuti), per cui ci concentriamo sulla misura 4.01 che destina contributi a fondo perduto per la redditività, competitività e sostenibilità delle aziende agricole».


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