A «Geo» i tesori del Monte Bronzone Stracchino, salame, vino e amarene

A «Geo» i tesori del Monte Bronzone
Stracchino, salame, vino e amarene

Sesta opera dedicata alla Bergamasca per Luigi Giuliano Ceccarelli, romano, musicista, drammaturgo, autore tv, documentarista, dal 2009 al 2014 direttore artistico della stagione di prosa del Teatro Donizetti.

Il programma «Geo» di RaiTre ha mandato in onda, giovedì scorso, «Monte Bronzone», che segue «Formai de mut», «Parük», «Storie di Città Alta», «Le melodie nascoste della Valle Imagna» e, visto il 25 gennaio, «Val Brembana». Anche nell’ultimo documentario Ceccarelli si focalizza sulle storie del lavoro di donne e di uomini, in particolare dei produttori di formaggio, di salame e di vino, in una zona dove «i sapori del monte si tuffano in quelli del lago». La lavorazione dello stracchino del Monte Bronzone, «cremoso, dolce, vagamente acidulo», è raccontata partendo dalla falciatura del fieno per le mucche, sui terreni scoscesi, dove le macchine non possono arrivare, fino ai segreti dei casari. Del salame si elogiano la qualità della carne, il dosaggio delle spezie e la stagionatura ottimale. La viticoltura è favorita dal clima particolare della sponda bergamasca, dove le gelate sono meno frequenti rispetto a quella bresciana e le brezze montane incontrano l’aria temperata del lago: da vitigni di Merlot e Cabernet si ricava un vino «morbido e fruttato». Dalla storia della tradizionale raccolta, a Tavernola, delle amarene che, snocciolate, diventano l’ingrediente di torte deliziose, si passa a quella dell’ultimo pescatore a tempo pieno della costa bergamasca, Danilo di Costa Volpino; di Marco e Susanna che, a Montisola, creano, tagliano e riparano le reti per la pesca; di Andrea e Ercole, costruttori dei «naèt» in legno, le tipiche imbarcazioni lacustri affusolate.

Il documentario «Monte Bronzone», ancora per alcuni giorni, sarà visibile in replica dalla piattaforma RaiPlay (è richiesta la registrazione, gratuita), selezionando la data (8 febbraio), la rete (RaiTre) e la trasmissione (Geo), oppure utilizzando questo link.

Il documentario parte a circa 1 ora e 54 minuti dall’inizio della puntata. Successivamente, sempre grazie a RaiPlay, si potrà vedere dal sito di Geo (o dal menu «Puntate», selezionando quella dell’8 febbraio, a questo link. oppure dal menu «Documentari», che si trova nella home page. È possibile anche condividere commenti e recensioni, connettendosi alle pagine social Facebook e Twitter della trasmissione, oppure inviando una mail a geo@rai.it.


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