Il  gesto d’amore del fratellino Luca Dopo un anno Roby sta bene
La famiglia Manella

Il gesto d’amore del fratellino Luca
Dopo un anno Roby sta bene

Un anno fa Luca entrava in sala operatoria agli Spedali Civili di Brescia, per l’espianto del midollo osseo da donare al fratello maggiore.

«Luca aveva solo 6 anni, era consapevole che il suo gesto sarebbe servito a salvare la vita a Roby» ha raccontato Gianangelo Manella, papà di Luca e Roby, su «Sei di Sarnico se…». Ovviamente tanti i like da chi ha seguito la vicenda della famiglia Manella-Moretti che, oggi, a un anno dal trapianto può, forse, cominciare a tirare un sospiro di sollievo. Se tutto andrà bene, a fine aprile Roby potrà riprendere la scuola interrotta a gennaio 2017 a causa della leucemia che lo aveva colpito.

Roberto e Luca Manella

Roberto e Luca Manella
(Foto by Mario Dometti)

Non è stato però inattivo: sia in ospedale, che a Casa Ronald dove è stato accolto dopo il trapianto, che a casa sua, è stato seguito da un insegnante e ora si sente pronto per prepararsi agli esami di terza media. «Non dimenticherò mai quel giorno – continua Gianangelo – io dall’esterno e mia moglie dall’interno della sala trapianti abbiamo seguito l’intervento. Guardavamo il viso di Roby e con trepidazione seguivamo dal suo sguardo i tanti cambiamenti che il suo corpo stava subendo. Preoccupazione, emozione e speranza si alternavano. La fede in Dio ci ha aiutato a far sì che si avverasse ciò che i medici ci avevano spiegato. Perciò mi sento di dire: Grazie Luca! Per il tuo coraggio, grazie da tutti noi».

«Ora che il peggio è passato e che Roby è guarito – dice mamma Natalia –, ringrazio Dio che ci ha ridato la possibilità di sorridere e di guardare al futuro con ottimismo. Ho conosciuto la forza di mio figlio ma anche quella di chi non ce l’ha fatta, di chi sta ancora lottando e dei loro genitori angosciati. Ho vissuto giorni affiancata dalla paura, ma ho anche scoperto la forza della mia famiglia divisa per molto tempo. Grazie a Gianangelo, Pamela, Elena, Roberto, Luca, nonni e tutti coloro che ci sono stati vicini».

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