L’appello dei sindaci del Sebino:  «Serve una strada che non frani più»
Un tratto della litoranea del lago, a Predore: strada immersa in paesaggi mozzafiato, ma costantemente a rischio frane

L’appello dei sindaci del Sebino:

«Serve una strada che non frani più»

La sistemazione della litoranea al centro delle richieste alla Regione. I sindaci del Sebino: «Lo chiediamo a Maroni».

Dopo la chiusura di un mese a cavallo fra giugno e luglio causata da una frana a Riva di Solto, che aveva tagliato a metà la sponda bergamasca del Sebino, la strada rivierasca domenica 25 settembre sarà di nuovo off-limits ad auto e moto nel tratto compreso fra Castro, Solto Collina e Riva di Solto. Stavolta però sarà chiusa per un evento programmato dai tre Comuni e dalle associazioni che vogliono sperimentare l’attrattività di un’isola pedonale unica per le sue bellezze naturalistiche e ambientali.

Tuttavia i sindaci e la Provincia di Bergamo, che è l’ente gestore della strada, non sempre possono decidere liberamente queste chiusure, anzi fino a oggi hanno dovuto subire le interruzioni alla viabilità provocate da frane, smottamenti e cadute massi. Per evitare che in futuro si ripetano tali situazioni, i sindaci hanno mantenuto l’impegno preso nel luglio scorso, quando avevano annunciato di indicare a Regione Lombardia come richiesta prioritaria per il loro territorio la messa in sicurezza di questa strada.

La provinciale 469 da Lovere a Sarnico è lunga 25 chilometri e i tratti più pericolosi sono due: il tratto fra Castro e Riva di Solto, e tra Riva di Solto e Portirone di Parzanica. Se la strada non è percorribile nella parte alta del lago, c’è un’alternativa: il transito da Endine Gaiano e Solto Collina. Se invece la strada viene interrotta tra Riva di Solto e Parzanica, la strada che più velocemente collega l’alto e il basso lago diventa quella della sponda bresciana, ma raddoppiando o addirittura triplicando i tempi di percorrenza.


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