Tavernola, dopo 13 anni la «Curva Capuani» torna percorribile a doppio senso

«Data storica» per Tavernola e la viabilità sebina. Dopo oltre un decennio di soste, da mercoledì sera transito libero nei due sensi di marcia lungo la SS469 in prossimità della «Curva Capuani».

Sul territorio di Tavernola si è infatti concluso in quella breve strettoia di circa trecento metri, dopo anni di senso unico alternato regolato da semafori, l’intervento di allargamento a lago della carreggiata. Sul piatto della bilancia dei lunghi tempi di esecuzione dei lavori hanno pesato le escursioni del livello del Sebino (bisognava palificare a lago), ma anche la carenza di fondi da parte della Provincia (oggi la gestione della SS469 è di Anas), la crisi finanziaria del cementificio Sacci e quindi lo standby del cofinanziamento concordato, il fallimento di due imprese, gli iter burocratici per la demolizione della cabina Enel a lago, l’installazione di una nuova a monte e l’abbattimento dell’arco sovrastante la strada. Opere quest’ultime, insieme ai cento metri del pezzo finale di carreggiata, eseguite dall’impresa Sorosina srl di Tavernola.

In estrema sintesi, un intervento concordato tra il Comune di Tavernola e la Provincia nel 2008 giunge a compimento nell’ottobre 2021. Ora manca solo la segnaletica che sarà eseguita a breve. Intanto i mezzi viaggiano, facendo attenzione all’imbuto che si incontra marciando in direzione Lovere, segnalato da Anas con grandi frecce.

Diciamo che dopo tanti anni gli automobilisti erano piombati in una sorta di rassegnazione, si erano quasi assuefatti all’idea di dover attendere ai semafori. Ecco perché la notizia del transito nei due sensi di marcia è stata definita «data storica», come ha postato su Facebook una pendolare con relativo video. Affermazione condivisa dai tanti like degli automobilisti che viaggiano tra l’Alto e il Basso Sebino, increduli, come risulta da alcuni commenti, che si potesse circolare nei due sensi di marcia, dopo anni di sosta forzata al rosso.

Se il sindaco Ioris Pezzotti da un lato è contento per la conclusione dell’opera, dall’altro evidenzia la necessità di eliminare il rischio causato dall’imbuto che si imbocca dopo il rettilineo, marciando in direzione dell’Alto lago.

A tal riguardo sottolinea: «Sono soddisfatto della conclusione dei lavori, ma non del tutto. Per mancanza di risorse disponibili, la Provincia non ha potuto eseguire anche questo importante intervento, più volte da noi sollecitato. Abbiamo chiesto ad Anas di finanziarlo nell’incontro di Tavernola del settembre scorso con Matteo Castiglioni, direttore del coordinamento territoriale di Anas, e Nicola Prisco, responsabile della struttura territoriale Lombardia». In sopralluogo lo stesso giorno, i responsabili Anas hanno calcolato che i costi dovrebbero aggirarsi sui 500 mila euro. «Agli stessi – aggiunge Pezzotti – abbiamo chiesto di finanziare l’allargamento anche della strettoia in località Pontel. Per sveltire la procedura, ci hanno suggerito di predisporre dei progetti esecutivi che vaglieranno».

Sempre per la viabilità, sono intervenuti in sopralluogo a Tavernola il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e il consigliere delegato alle Infrastrutture Mauro Bonomelli per valutare la richiesta dei sindaci di Tavernola e Parzanica di inserire a carico della Provincia il raccordo che dal lago, bretella compresa, sale fino a Cambianica, e l’intero tratto fino a Parzanica, considerati i tempi lunghi che si prospettano per la riapertura della SP78 che collega Vigolo e Parzanica. Per la riapertura invece della bretella a valle del fronte franoso del Monte Saresano, a breve verrà presentato il progetto definitivo esecutivo per la collocazione di ulteriori barriere paramassi. Intervento finanziato dalla Comunità Montana con i 50 mila euro di avanzo del contributo regionale di 250 mila per le barriere già collocate a protezione del raccordo.

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