L’omaggio di Valtorta al sindaco eterno Busi: giovani, amate la vostra comunità
Piero Busi (secondo da sinistra)

L’omaggio di Valtorta al sindaco eterno
Busi: giovani, amate la vostra comunità

«Il Piero» si ritira a vita privata. Sabato 4 maggio il Consiglio comunale lo ringrazia per la dedizione al paese e alla valle. Ha scritto la storia amministrativa e sociale brembana degli ultimi sessant’anni. Ha sempre confidato nella Provvidenza.

Una festa per ringraziare il sindaco che lascia la guida del Comune, una comunità che vuole essere riconoscente all’uomo che si è impegnato per il bene di tutti. Tutto nella norma dunque? Forse per un qualsiasi Comune della penisola italiana, ma non a Valtorta dove sabato 4 maggio la comunità saluta il suo sindaco, «il Piero Busi» che prossimo alla soglia anagrafica delle 86 primavere, si ritira a vita privata dopo ben sessant’anni di gestione della cosa pubblica, sessant’anni da primo cittadino con un cospicuo contorno di incarichi pubblici debordati ampiamente dall’ambito vallare, record quasi impossibile da eguagliare a livello nazionale, sindaco a vita, pur se dovette lasciare l’incarico per una legislatura per un’assurda stortura di legge cui il Consiglio comunale pose rimedio nominandolo per acclamazione «sindaco ad honorem a vita», perciò sostanzialmente senza alcuna interruzione della sua attività dedicata quasi devozionalmente a favore della sua gente.

Piero Busi (in prima fila con la bimba):  taglio del nastro del «Giardino sensoriale» alla casa di riposo «Don Palla» a Piazza Brembana

Piero Busi (in prima fila con la bimba): taglio del nastro del «Giardino sensoriale» alla casa di riposo «Don Palla» a Piazza Brembana

Piero Busi sindaco di un piccolo paese di montagna, ma uomo di ampio respiro amministrativo testimoniato dai numerosi incarichi che gli vennero quasi imposti negli anni, a volte per la soluzione di situazioni difficili quando c’erano da superare criticità e si riconosceva in Piero Busi l’uomo capace di trovare soluzioni che parevano impossibili, l’uomo che sapeva andare alla ricerca di criticità nascoste riferite in particolare al sociale, alla persona, una elencazione infinita che è già stata scritta nel passato remoto e recente, di cui si scriverà ancora in futuro quando ci si dovrà occupare delle opere che portano la sua firma.

Ora Piero Busi ha deciso di lasciare «perché – osserva – le forze non sono più quelle di un tempo. Perché è giusto e doveroso lasciare spazio ai giovani ai quali mi permetto di dare un semplice consiglio: appassionatevi alla vita della comunità, datevi da fare disinteressatamente e onestamente per il suo benessere qualunque sia l’incarico assunto, anche il più modesto che è pur sempre importantissimo, e raccomando sempre tenendo al centro dell’operato amministrativo la persona. E fate ricorso come ho fatto io alla Provvidenza che ti è vicina se la sai ascoltare e invocare».

Piero Busi con Papa Francesco

Piero Busi con Papa Francesco

Sabato Piero Busi riceverà il ringraziamento per la sua attività con una cerimonia organizzata dal Consiglio comunale a nome di tutta la comunità valtortese alla quale si unirà la valle. Un ritorno particolare per lui alle sue origini natie e di uomo pubblico: rivivrà nel suo intimo, il lungo film virtuale della sua vita. Pur attorniato dalla sua gente forse si sentirà solo, si rivedrà giovanissimo tra la sua gente, il suo ricordo andrà a coloro che lo avevano preceduto nel consesso comunale, ripenserà al suo ingresso nel 1960 nel sinedrio di anziani, lui giovane volonteroso di occuparsi dei concittadini, tanti ricordi che si rincorrono tumultuosamente nella sua mente e nel suo cuore, di persone anzitutto e di fatti, di momenti lieti e tristi, di riconoscimenti come di disillusioni e perché no? Anche di amarezze «che ho sopportato – il suo commento – perché qualcuno mi ha insegnato a perdonare».

Un giobvanissimo Piero Busi con il senatore Giovanni Battista Scaglia

Un giobvanissimo Piero Busi con il senatore Giovanni Battista Scaglia

Vivrà, il Piero, un momento tutto particolare e tutto suo che non dovrà essere indagato con le solite ovvie domande di circostanza. Lui davanti al creato, nel paese che gli ha dato i natali, alla gente cui ha voluto bene e che gli ha voluto bene, al confronto con la sua coscienza che magari gli ricorderà qualche inadempienza, un nulla di «aggravanti» al confronto con le immense «attenuanti» che gli si devono riconoscere. A lui un grazie dalla sua comunità e dalle tante persone che lo hanno conosciuto e apprezzato. Sarà il «vecchio saggio» della montagna, un punto di riferimento per un consiglio che sarà sempre ben accetto.


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