Andava a installare le luminarie Trescore piange Marco Belotti

Andava a installare le luminarie
Trescore piange Marco Belotti

Nel 2012, nel mese di marzo, il fratello minore di Marco – Stefano – perse la vita a 30 anni in un terribile incidente accaduto a Pedrengo, al confine con Torre de’ Roveri.

I funerali saranno celebrati mercoledì, alle 14,30, nella parrocchiale. Poi la salma sarà cremata. Marco Belotti lascia nel dolore la moglie Tiziana e i tre figli, Matteo, Emma ed Elisa, la mamma Mimma e il papà Ilario. La famiglia è molto conosciuta in paese anche perché fino a qualche anno fa i genitori del 42enne avevano gestito una bottega di alimentari in via Brembati, fuori dal centro del paese. Lo stesso negozio è stato trasformato in un bar di cui si sta occupando la stessa moglie dell’elettricista scomparso. Il lutto che colpisce la famiglia Belotti è il secondo in pochi anni.

Nel 2012, nel mese di marzo, il fratello minore di Marco – Stefano – perse la vita a 30 anni in un terribile incidente accaduto a Pedrengo, al confine con Torre de’ Roveri.

Marco Belotti

Marco Belotti

Marco Belotti, elettricista di 42 anni del paese, papà di tre figli piccoli è morto per un malore che non gli ha dato scampo. Erano le 8,30 quando Marco Belotti, elettricista in proprio, si è accasciato nel magazzino che gestiva in via Deledda. Gli spazi sono di Angelo Bonomelli, 75 anni, imprenditore noto per l’attività di onoranze funebri alla Bonomelli srl oltre che per la gestione dello stabilimento termale Villa Ortensie a Sant’Omobono. Ieri mattina si trovava nel magazzino di Trescore con l’elettricista: «Marco stava andando a installare le luminarie, ma mentre stava salendo sul furgone si è sentito male – racconta Bonomelli –. Aveva già messo un piede sul camioncino ed è caduto, poi ho visto che non respirava più. Ho fatto per tanti anni il servizio con le ambulanze e il corso di primo soccorso, allora ho iniziato a fargli il massaggio cardiaco. Chiamavo “Aiuto, aiuto” perché servivano i soccorsi, non mi ha sentito nessuno. Mi sono staccato un attimo per andare a prendere il telefono e chiamare il 112. Sono subito ritornato in magazzino e ho proseguito con il massaggio cardiaco fin quando non è arrivato il 118».

Il personale sanitario ha tentato di tutto per salvare l’elettricista che era in fin di vita. Dopo la corsa disperata verso il «Papa Giovanni XXIII», il 42enne è morto in ospedale in tarda mattinata. Le sue condizioni erano critiche fin dall’inizio.


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