Via Crucis a Premolo con il vescovo Il dolore e il ricordo dei 24 sacerdoti defunti
La Croce con il filo spinato a Premolo (Foto by Colleoni)

Via Crucis a Premolo con il vescovo
Il dolore e il ricordo dei 24 sacerdoti defunti

Dal paese natale di don Seghezzi la preghiera per chi soffre per chi si prende cura di loro.

Se non possiamo andare fuori, andiamo dentro. Una provocazione per ricordare l’appuntamento dato dal nostro Vescovo Francesco per oggi, alle ore 15, attraverso Bergamo TV per celebrare, uniti a distanza, la Via Crucis da Premolo, paese natale di don Antonio Seghezzi, prete bergamasco morto in campo di concentramento a Dachau. La celebrazione è stata trasmessa anche dal nostro sito.

Sopra l’altare della chiesa parrocchiale si erge una croce avvolta di filo spinato. È simbolo della morte di don Antonio. Diventa oggi simbolo di quel virus che ci sta imprigionando. Quella croce è vuota, però, per dire che è il posto di Gesù, ma è lo stesso posto di tanti nostri cari che sono morti per questa pandemia, è il posto di tante persone che stanno soffrendo inchiodate al letto della malattia, è il posto di tante famiglie che piangono nel dolore o nella preoccupazione. Ci sentiamo in croce, in modi diversi.

Il ricordo di don Antonio Seghezzi

Il ricordo di don Antonio Seghezzi

«La più bella azione cattolica che io farò sarà donarmi tutto», scrive così don Antonio Seghezzi. Così ha vissuto e così è morto, arrestato proprio per aver curato e difeso i suoi ragazzi di Azione Cattolica. Quella croce spinata, diventa allora anche simbolo di tutti coloro che in questi giorni si sono donati.

Il vescovo in preghiera

Il vescovo in preghiera

In modo particolare, nella scia di questo prete di cui è in corso la causa di beatificazione, il Vescovo ricorderà i 24 sacerdoti diocesani morti in questo tempo di pandemia, insieme ai religiosi e ai nativi della nostra terra. Quella croce diventa anche simbolo di tutte le persone che si stanno donando: il personale sanitario, le forze dell’ordine, gli amministrativi degli uffici pubblici, le maestranze che nel nascondimento garantiscono per tutti i servizi più umili, coloro che stanno servendo gli altri per i beni di prima necessità e poi non possiamo dimenticare coloro che stanno donando se stessi per la costruzione dell’ospedale alla Fiera: alpini, artigiani, atalantini.

Quella croce ha una terza caratteristica oltre che ad essere avvolta dal filo spinato e vuota: è trasparente. Il Vescovo ci guiderà, in questa Via Crucis, a vivere il dono della «confessione di desiderio» concesso in questa quaresima così particolare. Guidati da lui, riceveremo il perdono del Signore, nella trasparenza dell’anima di ciascuno: non siamo noi ad andare da lui, ma è Dio a raggiungere noi. Appunto, se non possiamo andare fuori, andiamo dentro.



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