L'estate delle vacanze al mare si sta trasformando in un miraggio per una fetta sempre più consistente di cittadini. Tra rincari che superano l'inflazione e il costo di una settimana sulle spiagge per una famiglia di quattro persone che oscilla tra i 2.000 e i 6.500 euro — con picchi registrati come sempre a Ferragosto —, i listini spingono molti nuclei a rinunciare alle ferie. Per capire quanti sono rimasti a casa serviranno i consuntivi, ma gli indicatori tracciano già un quadro preoccupante.Considerando i dati elaborati dalla CISL, che fissano il reddito medio lordo di un lavoratore dipendente a poco più di 27mila euro, la spesa per un soggiorno estivo arriva a pesare fino a un quarto delle entrate annuali. Si tratta di un carico insostenibile per i nuclei monoreddito con bimbi piccoli, che in 1 Comune bergamasco su 3 rappresentano ben un terzo del totale delle famiglie.A confermare le difficoltà intervengono le indagini Istat sulle condizioni di vita e la povertà. Ben 1 famiglia su 3 con uno o due figli minori ha dichiarato di non potersi permettere nemmeno una settimana lontano da casa, mentre tra i nuclei più numerosi la quota supera persino il 50%. I dati rielaborati da Openpolis evidenziano un peggioramento generale rispetto all'anno precedente: le rinunce crescono di circa 1,5 punti percentuali per chi ha due figli, fino a sfiorare i 9 punti di aumento tra le famiglie con tre o più bambini. Sebbene i picchi storici negativi restino quelli del 2012, il trend attuale mostra una chiara ripresa delle difficoltà per le ferie estive.Servizio di Paola Abrate
