Una vita densa, attraversata dal trauma della guerra, dal timore per il domani e da tanti sacrifici, che sfocia oggi in un traguardo straordinario. Giuseppe Daldossi, per tutti semplicemente Pino, ha da poco festeggiato 102 anni, circondato dall'affetto dei suoi cari e in particolare del figlio Gianluigi, che lo accudisce quotidianamente ed è il primo custode della sua memoria.Un vero e proprio "giovanotto centenario", Daldossi rappresenta una vera e propria istituzione per il quartiere Monterosso, di cui è stato l'anima per oltre mezzo secolo, pur risiedendo ormai da qualche anno ad Albino a casa del figlio. La sua è stata un'esistenza operosa e sfaccettata, segnata dal lavoro manuale in fabbrica nella produzione di guanti nell'azienda Trussardi , alla Brembo e infine nelle Ferrovie dello Stato.Alla dimensione lavorativa si è affiancata una profonda testimonianza di fede e solidarietà concreta. Colpito dalla malattia di due figli affetti da distrofia muscolare, Giuseppe non si è piegato al dolore, ma ne ha tratto la forza per diventare il fondatore della sezione bergamasca della Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). Attivo da sempre nella vita parrocchiale, si è distinto come punto di riferimento per la comunità, pronto a offrire sostegno e consigli a chiunque ne avesse bisogno.Oggi, nonostante l'avanzare dell'età e un appetito più misurato, Daldossi mantiene uno sguardo lucidissimo sul presente: segue costantemente i telegiornali, si informa sull'attualità e continua a vivere appieno ogni giornata.Servizio di Paola Abrate
