Alta tensione alla prima udienza in Corte d'Assise per l'omicidio di Valentina Sarto, uccisa dal marito con 19 coltellate nella camera da letto del piccolo appartamento in via Pescaria che abitavano insieme, ma pagato dalla vittima.Dongellini, disoccupato, avrebbe ucciso la donna perchè aveva deciso di lasciarlo. Si tratta del primo caso di femminicidio inteso come nuovo reato, che si discute in aula in Italia.L'imputato, detenuto nel carcere di Monza, entra in aula spavaldo, camicia bianca inamidata e super aderente, si confronta a più riprese e in modo irrituale con la figlia e la prima moglie e assiste alla fase preliminare.Dall'altra parte la famiglia di Valentina, la mamma Lia è distrutta e i fratelli hanno i nervi a fior di pelle.Una situazione comprensibile emotivamente. Ma è bastata una miccia e una provocazione lanciata dal Dongellini da dietro il vetro per far esplodere la situazione. Un ghigno rivolto ai famigliari che non l'hanno presa bene e hanno risposto a tono. Da qui un paio di minuti di gazzarra con le due famiglie che si sono prese a sfiorate fisicamente prima di essere allontanate.La Corte ha ammesso come parti civili la mamma Lia, papà Vincenzo e i due fratelli di Valentina Luca e Simone, oltre che le associazioni "Marta per tutti" e "Tina Lagostena Bassi".L'avvocato di Dongellini ha avanzato due richieste. La prima sulla illegittimità della norma sul femminicidio, discriminatoria a giudizio dell'avvocato Battistelli. La seconda sulla necessità di una perizia psichiatrica per il suo assistito.Il pm Antonio Mele ha respinto con fermezza l'illegittimità del femminicidio e si è rimesso alla Corte per la perizia.La Corte presieduta dal presidente Ingrascì, prima di discutere sulla legittimità o meno ha disposto la perizia psichiatrica per Dongellini, per stabilire l'eventuale incapacità di intendere e volere al momento del fatto e la capacità di stare a giudizio. La perizia sarà affidata al dottor Filippo Tancredi cui verrà conferito l'incarico il 21 settembre.Simona BEfani
