Un'area vasta, facilmente accessibile e attraversata da arterie stradali che offrono rapide vie di fuga. È in questo contesto che, da tempo, si è radicata un'attività di spaccio ormai cronica nel tratto del Parco del Serio compreso tra Zanica e Grassobbio. Un fenomeno che ha cambiato il volto di una zona nata per essere spazio verde e di fruizione, ma che oggi convive con presenze e dinamiche ben diverse.Le case diroccate e gli edifici abbandonati sono diventati punti di ritrovo, mentre gli agricoltori che lavorano nelle cascine della zona si trovano quotidianamente ad assistere a movimenti sospetti, degrado e situazioni di potenziale pericolo. Anche chi attraversa il parco per svago o per sport avverte un crescente senso di insicurezza, alimentato da episodi ripetuti e dalla percezione di un controllo difficile da garantire in modo continuativo.Il problema è noto alle amministrazioni locali. Il sindaco di Zanica, Luigi Locatelli, sottolinea da tempo la complessità di contrastare un fenomeno così radicato in un'area molto estesa, troppo ampia per essere presidiata stabilmente da una sola stazione delle forze dell'ordine. Nonostante questo, l'attività di controllo prosegue e proprio nelle ultime ore un blitz dei carabinieri, condotto con pattuglie in bicicletta, unità cinofile e il supporto dell'elicottero, ha portato al fermo di uno spacciatore trovato in possesso di droga e di una pistola.Un'operazione che conferma come l'impegno sul campo sia costante, ma anche come il fenomeno abbia assunto nel tempo dimensioni e sfumature diverse, con ripercussioni che vanno oltre il parco stesso. In passato, l'attività di spaccio è stata anche concausa di un grave incidente stradale, segno di un problema che si estende al tessuto urbano e alla sicurezza complessiva.Sul fondo resta una questione più ampia, di natura culturale e sociale, che la sola repressione non riesce a risolvere e che continua a pesare su uno dei polmoni verdi più importanti della bergamasca.Il servizio di Paola Abrate
Un'area vasta, facilmente accessibile e attraversata da arterie stradali che offrono rapide vie di fuga. È in questo contesto che, da tempo, si è radicata un'attività di spaccio ormai cronica nel tratto del Parco del Serio compreso tra Zanica e Grassobbio. Un fenomeno che ha cambiato il volto di una zona nata per essere spazio verde e di fruizione, ma che oggi convive con presenze e dinamiche ben diverse.Le case diroccate e gli edifici abbandonati sono diventati punti di ritrovo, mentre gli agricoltori che lavorano nelle cascine della zona si trovano quotidianamente ad assistere a movimenti sospetti, degrado e situazioni di potenziale pericolo. Anche chi attraversa il parco per svago o per sport avverte un crescente senso di insicurezza, alimentato da episodi ripetuti e dalla percezione di un controllo difficile da garantire in modo continuativo.Il problema è noto alle amministrazioni locali. Il sindaco di Zanica, Luigi Locatelli, sottolinea da tempo la complessità di contrastare un fenomeno così radicato in un'area molto estesa, troppo ampia per essere presidiata stabilmente da una sola stazione delle forze dell'ordine. Nonostante questo, l'attività di controllo prosegue e proprio nelle ultime ore un blitz dei carabinieri, condotto con pattuglie in bicicletta, unità cinofile e il supporto dell'elicottero, ha portato al fermo di uno spacciatore trovato in possesso di droga e di una pistola.Un'operazione che conferma come l'impegno sul campo sia costante, ma anche come il fenomeno abbia assunto nel tempo dimensioni e sfumature diverse, con ripercussioni che vanno oltre il parco stesso. In passato, l'attività di spaccio è stata anche concausa di un grave incidente stradale, segno di un problema che si estende al tessuto urbano e alla sicurezza complessiva.Sul fondo resta una questione più ampia, di natura culturale e sociale, che la sola repressione non riesce a risolvere e che continua a pesare su uno dei polmoni verdi più importanti della bergamasca.Il servizio di Paola Abrate