Non più solo un fastidio estivo che costringe a rincorrere zampironi e spray, ma un vero fronte di sorveglianza sanitaria che vede la provincia di Bergamo in prima linea. Con l'innalzamento delle temperature e i cambiamenti climatici, le zanzare si confermano i principali vettori di malattie infettive sul territorio. Il monitoraggio di ATS Bergamo, basato su controlli ambientali, animali e umani, traccia un quadro chiaro che vede il territorio bergamasco particolarmnete protetto rispetto al resto della lombardia . Patologie come la Zika sono quasi inesistenti, tre i casi di febbre del West Nile mentre i regione sono stati 184 dal 2023 .Diversa è la situazione per la Dengue, che rimane prevalentemente una malattia d'importazione. Nonostante un picco nazionale di casi autoctoni nel 2024, in Bergamasca non è mai stata registrata una trasmissione locale: tutti i 16 casi rilevati ( 2 da inizio anno)riguardano viaggiatori rientrati dall'estero. Anche la Chikungunya, che nel 2025 ha subito un'impennata in Italia con quasi 500 contagi ( 24 in lombardia), ha finora risparmiato la provincia orobica, dove si è contato un solo caso importato. Per contenere il rischio, ATS Bergamo attua una sorveglianza integrata che monitora non solo gli insetti tramite ovitrappole, ma anche gli animali "serbatoio" come gli uccelli migratori e i cavalli, oltre a sottoporre a screening rigidi le sacche di sangue dei donatori per intercettare il virus prima delle trasfusioni.Per i cittadini la parola d'ordine resta prevenzione. Le autorità sanitarie ricordano che bastano pochi millimetri d'acqua stagnante in un sottovaso, in un secchio o in una grondaia ostruita per creare un focolaio di larve. E' fondamentale proteggersi con repellenti e zanzariere. Per chi invece programma viaggi in zone a rischio, il consiglio è di consultare gli ambulatori specializzati delle ASST, dove sono ora disponibili vaccini specifici.Il servizio di Paola Abrate
